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Come migliorare l’autostima

Che ne pensate dell’autostima? C’è chi ne ha tanta, troppa persino; c’è chi talvolta se ne sente sprovvisto, per riacquistarla nei giorni dove si sveglia con il piede giusto; c’è chi non sa nemmeno cosa sia. Ma parliamo di quando le cose si fanno gravi.


Ci sono casi in cui ci si sente invisibili, come avvolti da uno spesso mantello. La sensazione è di trovarsi poco attraenti, poco desiderabili, poco brillanti. Si guarda verso le altre persone con un misto di invidia e mestizia, e la voglia di mettersi in gioco crolla. D’altronde – si pensa – non si è certo allo stesso livello. Gli altri sono belli, intelligenti, affascinanti. Magari la vita non dà stoccate importanti… tutto fila abbastanza liscio; tuttavia, quella maledetta sensazione di inferiorità non sparisce. Pare che condisca le giornate, sempre presente come un fedele amico. Non si capisce nemmeno che l’atteggiamento di rifiuto verso il resto dell’universo è un qualcosa che si può cambiare facilmente; così presi dal buio e dal nero, non si comprende che, cambiando per prima cosa il modo di vedere gli altri esseri umani, si troverebbe un giovamento importante, netto. Ma come fare? Be’, quando l’autostima è poca, quando si crede di venire rifiutati da tutti, quando ci si chiude in casa – vano rifugio – per evitare ogni sguardo e ogni conversazione, probabilmente è tutta una questione di mente. Di mente da adattare, da plasmare. 
Insicurezza e fragilità sono nemiche mortali e difficili da combattere, è vero, ma nulla è impossibile. Evitare ciò che viene considerato un ostacolo non fa altro che farci cadere ancora di più in quella che è una trappola.



Innanzitutto, sguardo alto ed espressione sorridente. Schiena dritta. Guardate negli occhi chi incontrate per strada. Si potrebbe rimanere sorpresi da quanto le altre persone si adattino a quella che è la nostra espressione facciale. 
Secondo passo, curate voi stessi. Questo vi farà sentire un po’ meno insicuri, un po’ più forti. Aprendo la propria porta agli altri, si nota accoglienza, tranquillità. 
Altro step: non bisogna mai osservare gli altri vedendo la perfezione. Tutti hanno le proprie paure – anche se alcuni sono più capaci di fingere di stare bene – e il proprio bagaglio di sofferenze. Sentirsi tutti sullo steso piano sarà utile per provare empatia, serenità e non invidia verso gli altri. 
Ovviamente, aiuta un percorso di psicoterapia. Gli specialisti, addestrati per ogni tipo di fobia e problema, sapranno indicare nei dettagli tutti i passi per uscire da quello che è un tunnel. 
I cambiamenti saranno spontanei e repentini, oltre che inarrestabili.

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