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La chimica di San Valentino

Ci sono molecole che possono far nascere l’amore? Secondo alcuni scienziati si tratterebbe di un effetto placebo, secondo altri esistono dei cibi che condizionano il corpo o la mente e che hanno quindi un effetto afrodisiaco. 


Il termine afrodisiaco proviene da Afrodite, dea dell’amore e della sessualità. Vi sono due categorie di cibi afrodisiaci: quelli che rilasciano particolari molecole e quelli che ricordano, per la forma, gli organi sessuali. Per capire come funzionano i cibi appartenenti alla prima categoria si può far riferimento a quando si contraggono le guance in un sorriso finto; il cervello in questo caso riceve un segnale che gli fa credere di essere davvero felice. Per lo stesso motivo un cibo che aumenta il battito cardiaco ci fa credere di essere innamorati. Ciò significa che i cibi, per essere afrodisiaci, devono influenzare il cervello o il corpo. Nel caso della forma si tratta, ancora una volta, di un effetto generato dal cervello. Oltre a suggestioni psicologiche sono state date alcune spiegazioni scientifiche. Le ostriche, ad esempio, sono ricche di zinco, elemento necessario per la produzione del testosterone, uno degli ormoni sessuali capaci di mantenere una buona produzione di spermatozoi e aumentare il desiderio sessuale. La cioccolata, soprattutto extra fondente e con fave di cacao, contiene bioflavonoidi, sostanze in grado di dilatare le arterie e di favorire la circolazione nei corpi cavernosi. Secondo una ricerca condotta in California, assumere 50 gr di cacao al giorno migliora la circolazione sanguigna del 10%. La cioccolata inoltre contiene serotonina, una molecola che rilascia una sensazione piacevole nel cervello, simile a quando siamo innamorati. Un equipe di ricercatori dell’Università di Guelph, in Canada, ha analizzato centinaia di studi sugli afrodisiaci naturali di largo consumo ponendo sul “gradino più alto dei rimedi naturali” il ginseng (i ginsenosidi, principi attivi della pianta, sembra abbiano un’attività estrogenosimile), lo zafferano e la yohimbina, una sostanza chimica vegetale estratta dagli alberi Yohimbe che crescono nell’Africa occidentale. Tutti e tre questi cibi sono associati ad un miglioramento della funzione sessuale umana. Un aumento del desiderio sessuale è stato riscontrato anche dopo aver mangiato muira puama, una pianta tipica del Brasile, o la radice di maca, un tipo di senape delle Ande. 


L’ afrodisiaco dovrebbe quindi poter aiutare in tutto il ciclo dell’amore: dal desiderio all’atto stesso. Il desiderio può essere risvegliato anche attraverso i sensi ed è per questo che sostanze con un odore particolarmente intenso sono da sempre considerate afrodisiache: pepe, tabacco, vaniglia, zenzero, zafferano, cannella, ylang-ylang.

E’ d’uopo ricordare che il cibo aiuta il sesso quando ci teniamo in forma, se invece mangiamo abbuffandoci il sesso viene leso dal cibo perché l’immagine corporea (diversa dall’idea di bellezza odierna) mina alla certezza di essere desiderabili, aumentando i complessi di inferiorità, il sentimento di inadeguatezza ledendo così la sessualità. Al contrario, mangiare adeguate razioni di carne e di legumi aiuta a mantenere stabili i livelli di ferro (l’anemia infatti causa un calo del desiderio). Qualità di cibo significa anche alito leggero, fondamentale per baciare di gusto e avere l’equilibrio psichico e fisico che ci aiutano a vivere meglio la sessualità. Bisogna inoltre fare molta attenzione ai cibi conservati poiché contengono un amminoacido eccitatorio (il glutammato) che aumenta l’irritabilità e il nervosismo. 

Dott.ssa Daiana Rizzo (Biologa nutrizionista)

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