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L'omicidio di Kim Jong Nam: una spy story internazionale

Kim Jong Nam, fratellastro del dittatore nord coreano Kim Jong Un, sarebbe stato ucciso con il gas nervino, sostanza molto tossica ma incolore e inodore molto usata dai sicari del regime di Pyongyang.



Spy story internazionale
La morte di Kim Jong Nam sta diventando con il passare dei giorni sempre più una spy story internazionale tra agenti segreti mandati in missione in Malesia dallo spietato fratellastro e diplomatici nord coreani che avrebbero cercato di favorire la fuga delle ragazze fortemente sospettate di essere le assassine nel massimo riserbo.
Le telecamere di sorveglianza dell'aeroporto di Kuala Lumpur hanno ripreso tutto e si vedono chiaramente due ragazze che si avvicinano a Kim Jong Nam e gli spruzzano addosso il gas per poi allontanarsi in tutta fretta come se nulla fosse successo. Nelle immagini si vede che Kim Jong Nam all'inizio barcolla e poi si accascia a terra senza vita tra lo stupore e la paura degli altri passeggeri in transito nello scalo intercontinentale malesiano.


Alcuni corrono a chiamare aiuto ma per lo sfortunato Kim Jong Nam non c'è più niente da fare: il gas nervino non lascia scampo e l'uomo perde la vita in pochi secondi senza quasi rendersene conto.
Le presunte responsabili dell'omicidio vengono identificate e fermate: una delle due dice che pensava di partecipare ad una candid camera per un programma televisivo in cui avrebbe dovuto spruzzare per scherzo acqua addosso ai passeggeri in coda ai check in e che non avrebbe mai voluto uccidere. Sempre la stessa ragazza avrebbe detto che ad un certo punto il flacone con l'acqua sarebbe stato sostituito con quello contenente il veleno che poi ha ucciso Kim Jong Nam.
Nei racconti della giovane donna ci sarebbero lacune e contraddizioni che lasciano ancora moti dubbi e molte domande rimangono ancora in sospeso; dalle riprese delle telecamere, inoltre, i movimenti delle ragazze sembrano molto di più a quelli di due agenti segreti addestrati piuttosto che quelli di due aspiranti vallette televisive.
È probabile che sia stato lo stesso Kim Jong Un a dare l'ordine di eliminare il fratellastro, che da anni vive esiliato tra Macao e la Cina a causa di divergenze con il fratello, perché Kim Jong Nam più volte aveva espresso pubblicamente la sua contrarietà alle politiche repressive del regime di Pyongyang.
Alcuni diplomatici dell'Ambasciata nord coreana di Kuala Lumpur avrebbero cercato di fare uscire le ragazze dal Paese nel più stretto riserbo e questo alimenta ancora di più i dubbi sul coinvolgimento diretto del regime nel brutale assassinio di un esponente di spicco della famiglia da anni al potere in Nord Corea, e non bisogna dimenticare che da quando è al comando Kim Jong Un ha già fatto uccidere uno zio e alcuni cugini che non approvavano la sua politica di terrore.

I rapporti della Corea del Nord con la comunità internazionale sono già ai minimi termini, ma con questo omicidio anche la Malesia e la Cina, che fino ad ora avevano chiuso un occhio di fronte alle intemperanze di Kim Jong Un, hanno fatto la voce grossa e il regime nord coreano è completamente isolato dal resto del mondo

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