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Non sempre l'ordine è sinonimo di controllo

Avete presente il detto che scrivania ordinata voglia dire ordine mentale? Chi si riconosce in questo detto? Be’, io ho sempre pensato di avere una mente caotica e poco equilibrata, e questo è perfettamente in linea con la mia abitudine di sistemare la casa solo quando sembra la scena di un film che parla di lotte e fughe e rapine. Me ne sono sempre rammaricata, in verità; l’immagine delle dimore intonse nelle pubblicità alla TV mi ha sempre affascinata, salvo poi considerare la mia giornata troppo piena per riuscire persino a tirare fuori il tempo di rendere la mia casa simile a quella della famiglia Mulino Bianco. E allora, niente… libri e fogli e quaderni e soprammobili che spariscono dai mobili e bicchieri e scarpe ovunque. E alla fine va bene così, almeno per ora. 


Oggi, un illustre economista, Tim Hartford, in un articolo pubblicato su Quartz, mi fa sentire meno in colpa: tenere la scrivania, ad esempio, ordinata in modo maniacale – dice l’esperto – potrebbe essere la spia di disordine interno. Non sempre quindi l’ordine è sinonimo di controllo. Prendiamo ad esempio, i post-it: loro esistono per ricordarci qualcosa. Certo, con un notevole sforzo mentale potremmo persino buttarli, ma quanta ansia accumuleremmo? Troppa, senza dubbio. Molto meglio un aiuto.
Una ricerca risalente al 2001, a tal proposito, mise a confronto gli “archiviatori” seriali di documenti e gli “accumulatori” – quelli, insomma, che lasciano che i documenti si stratifichino l’uno sopra l’altro. 
Gli archiviatori avevano accumulato, di fatto, molta più roba degli accumulatori (scartoffie, oltretutto, spesso inutili): catalogavano tutto, ancor prima di aver compreso appieno il senso e il valore di un documento. Messi di fronte all’ipotesi di traslocare, gli accumulatori hanno potuto affrontare la nuova situazione in modo molto meno traumatico dei colleghi ordinati: avevano, dinanzi a sé, solo il necessario. Potevano sembrare caotici, è vero; di fatto, il loro mondo si basava su presupposti più ordinati.


Questo meccanismo vale anche su contesti più ampi: la necessità di mettere ordine dà stabilità, tranquillità; talvolta però ci ruba emozioni e sensazioni. 
Da considerare: l’imprevedibilità è necessaria per la creatività. Vogliamo mettere una situazione inaspettata e ciò che, solitamente, può portare a livello emotivo? Meglio, dicono gli esperti, una pianificazione mensile a una giornaliera. Nella giornaliera, nessun posto per eventi non attesi – e questo può creare ansia e nervosismo –; nella mensile, ampio margine di improvvisazione. 
Affrontare con serena consapevolezza ogni dì – sapendo che non è necessario né fattibile controllare tutto ciò che ci avviene – può essere un toccasana per la produttività.

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