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Stop pesticidi: Legambiente fa il punto sull'uso di queste sostanze nell'agricoltura

Diminuisce l'uso dei pesticidi in Italia, ma su frutta e verdura si trovano spesso tracce di questi agenti chimici. Il rapporto pubblicato da Legambiente sul tema fornisce un quadro ben preciso della situazione che riguarda l'agricoltura nelle varie regioni della penisola: negli ultimi anni le colture biologiche sono diventate più diffuse e alcune aziende si sono distinte per l'impiego di procedimenti a basso impatto ambientale, ma sono ancora poco numerose le azioni concrete volte a ridurre l'uso di antiparassitari e insetticidi.


Secondo i dati forniti da "Stop pesticidi", tra 2010 e 2014 l'utilizzo di prodotti chimici nell'agricoltura è diminuito del 10% anche per via dell'introduzione dei fitosanitari, cioè composti a base di sostanze vegetali: nonostante ciò l'Italia rimane ancora al terzo posto in Europa nella vendita di queste sostanze.
La normativa, sia a livello comunitario che statale, ha introdotto alcuni cambiamenti nell'impiego degli antiparassitari nelle colture, ma i controlli effettuati spesso non si focalizzano troppo sulle tracce che questi prodotti lasciano su frutta e verdura: analisi di laboratorio che hanno riguardato questa merce proveniente sia dall'Italia che dall'estero hanno rilevato che il 36% del campione preso in considerazione presenta multiresidui, cioè tipi diversi di prodotti chimici. 
Secondo Legambiente, bisogna quindi prestare particolare attenzione nell'acquistare foglie di tè, bacche cinesi, uva sultanina, ciliegie, pesche, lattuga, pomodori e melograni che contengono una percentuale consistente di pesticidi che possono provocare malattie come tumori, leucemie, linfomi e disfunzioni immunitarie, oltre a problemi neuropsichiatrici, deficit di attenzione e iperattività, morbo di Parkinson, Alzheimer e danni al sistema endocrino.


Nel rapporto di Legambiente si parla anche dei danni che i pesticidi provocano agli ecosistemi e all'ambiente: ad esempio, il glifosato - il cui impiego è stato limitato lo scorso anno dal Ministero della salute e in Calabria vietato - inaridisce i suoli, contamina terreni e falde acquifere e compromette la fertilità delle colture; per evitare l'impiego di questo prodotto chimico è stata attivata anche la Coalizione #Stopglifosato che propone come alternativa le coltivazioni biologiche.
Tracce di pesticidi sono molto comuni anche nelle acque di uso domestico a causa della propagazione di tali sostanze nelle falde acquifere e in quelle meteoriche. 
Il rapporto indica, infine, una serie di aziende italiane che si sono distinte nella gestione sostenibile con l'impiego di pratiche zootecniche naturali.

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