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Svolgere attività sociali durante gli studi garantisce una vecchiaia migliore

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Partecipare alle iniziative sociali e comunitarie in gioventù aiuta a trascorrere una vecchiaia attiva. Secondo una ricerca realizzata da una professoressa della Rutgers University di New Brunswick, dedicarsi da giovani e in età adulta al volontariato permette da anziani di avere un ruolo all'interno della comunità e di continuare a svolgere attività culturali, ricreative e solidali. 


Lo studio ha coinvolto quasi duemila studenti delle superiori del Wisconsin, i cui comportamenti sono stati rilevati fino a 72 anni: a intervalli regolari i ricercatori hanno raccolto i dati che riguardavano l'impegno dei soggetti all'interno di associazioni di vario genere, da quelle sindacali e collegate al mondo del lavoro fino a quelle sportive e assistenziali. 
È nell'età compresa tra i 30 e i 40 anni che il campione di intervistati ha svolto la maggior parte delle attività di volontariato, mentre tra i 60 e i 70 anni l'impegno sociale è diminuito. Tuttavia, è stato possibile notare i soggetti che durante l'adolescenza e gli studi superiori hanno partecipato attivamente alle iniziative scolastiche o associative, anche durante la vecchiaia continua ad essere considerato un punto di riferimento per la comunità in cui vive. 


Rimanere attivi dopo l’età pensionabile è un buon modo per vivere meglio la vecchiaia e ridurre le principali ansie che si accompagnano a questo periodo dell’esistenza, a partire dal timore di perdere la propria autosufficienza, fino alle malattie, riuscendo a cogliere gli aspetti positivi che quest'età offre.

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