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Tagli alla Sanità, disagi per i pazienti

Sempre più spesso assistiamo ai danni dei tagli alla Sanità: personale sempre più ridotto e pazienti allo sbando. Un’esperienza che ho vissuto e potuto constatare in prima persona andando a trovare e assistere parenti ricoverati in ospedale.
In un reparto con minimo trenta pazienti sono solo due (al massimo tre) le infermiere che devono saltare da un malato all’altro. Il degente è costretto ad aspettare ore magari solo per essere cambiato con il conseguente imbarazzo e fastidio che ne derivano. Il cibo viene servito solo quando è possibile e magari in modo non propriamente agevole per delle persone che non riescono a nutrirsi da sole. Ma volenti o nolenti, bisogna accontentarsi di "quel che passa il convento". A volte si fa i conti anche con un personale che si rende antipatico solo perché gli si chiede qualcosa.


La Sanità italiana è sempre più un problema ma è uno di quegli aspetti importanti per la vita delle persone, che non dovrebbe essere in alcun modo oggetto di tagli.

Fare l’infermiere è sempre più complicato, spesso con turni massacranti per il personale ridotto e le assunzioni bloccate. Sembrerebbe però che ci sia uno spiraglio in fondo al tunnel e che 27 infermieri saranno assunti per coprire le carenze negli ospedali di Vigevano e Voghera. Il problema comunque resta anche nei reparti nuovi. Ma gli ospedali italiani hanno anche altri gravi problemi: le liste d’attesa sempre più lunghe anche per esami importanti e il fatto che vi sono i pronto soccorso affollati e non è raro vedere persone parcheggiate su barelle per giorni perché mancano i letti. Un’ulteriore idea è quella di togliere i piccoli ospedali e punti nascita, tanto sono solo soldi inutili che vengono spesi, senza pensare al cittadino che vive in montagna o in posti lontani dai grandi centri che, in caso di bisogno, dovrebbe fare chilometri e chilometri per curarsi o magari in casi urgenti non arrivare neanche in tempo all’ospedale.



La mancanza di personale non porterà mai a nulla di buono, questo vale sia per i pazienti che si troveranno sempre più a disagio e in situazioni poco piacevoli che per gli infermieri, che dovranno farsi carico di tutto con la conseguenza di aver sempre meno riposo e più stanchezza. A risentirne è la qualità del lavoro che non sarà mai efficiente, vi sono più mani a lavorare ma di scarsa qualità e con danni a scapito dei pazienti. Sarà ancora valido l’art. 32 della nostra Costituzione che riguarda il diritto alla cura e alla salute? 
In ogni caso non ci sono solo casi negativi, un esempio su tutti è rappresentato dal “San Matteo” di Pavia che, oltre ad essere di fama nazionale, possiede un ottimo personale. Un altro dato positivo è la presenza negli ospedali di infermieri che, seppur giovani e alla prima esperienza, sono molto bravi e sanno bene approcciarsi ai pazienti. Questo dovrebbe essere un incentivo per dare un’opportunità in più ai giovani che si affacciano a questa professione. Professione che deve essere fatta anche di passione nella cura delle persone e amore verso il prossimo, con l'aggiunta di un pizzico di umanità.

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