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L'officina delle parole: Babele





Chiodi di garofano mi oscurano il volto
Cielo arso dal tempo dipinge la mia vita
Intorno, favole di amara sincerità
Intorno, nuvole di languida eternità
Io appassisco nel limbo
Inaridisco sotto il sole cercando teneri respiri.
Accarezzo dolcemente il tuo viso. Rimani qui con me.
Mi perdo tra le pozzanghere dei ricordi.
Sono incatenato tra le spine di fiori malinconici
Sono qui.

L’aria intorno è la mia anima: ti accarezzerà.
La notte contempla la bellezza della natura assopita.
Di notte le foglie respirano il tuo profumo
La tua essenza mi dà la vita.
Al mattino sbocciano i primi suoni nell’aria
Dolci richiami di spensierata vita.
Ma chiodi di garofano mi oscurano il volto.

Viene la pioggia con i suoi amici
Lampi e tuoni impauriscono le pareti celesti.
Dolori nei cervelli stanchi. Sofferenza di memorie e cupo presente.
Babele è incomprensione. Babele è guerra e nera crudeltà.
Guerre sono ospiti parassiti nel ventre dell’Eden.
Io sono qui.
Perfidi inganni e demoniache creazioni dell’uomo.
Sono qui anche loro.
Lacerando la carne non si sente più nulla.
Le profumate essenze dei sentimenti
Sono imprigionate da cattivi giochi di folle quotidianità.

Babele: chiodi di garofano mi oscurano il volto
Ma la bellezza preserva e custodisce lo spirito
Il tuo respiro ferma il mondo in eternità
Sei l’immagine che ritrae il volto degli angeli
Sei l’amore che ferma il tempo e dilata lo spazio.
Anche se la vita dilania la mia mente e scheggia il mio essere
Con te, solo con te
Sono felice.

Francesco Basso

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