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Biometano, con l'estate incentivi per gli impianti nuovi o ammodernati

Incrementare il recupero dei rifiuti e delle colture di alghe per aumentare la produzione di biometano. Con l'estate dovrebbe entrare in vigore il decreto sul biofuel in linea con le indicazioni dell’Unione Europea per garantire minore impatto ambientale e coprire una percentuale maggiore (tra il 10 e il 15%) del fabbisogno italiano di gas naturale. 


Secondo le aziende del settore, il mercato del biometano potrebbe avere delle buone opportunità, ma ci devono essere le condizioni necessarie al suo sviluppo, in particolare la crescita dell’economia circolare che riguarda il biofuel di terza generazione, ottenuto dalla lavorazione dei rifiuti e dalle colture algali. 
Sono previsti investimenti ed incentivi per le aziende che realizzeranno dei nuovi impianti o ammoderneranno quelli esistenti per produrre biometano: le strutture dovranno essere attive entro la fine del 2022 e garantire l'immissione sul mercato di almeno 1,1 miliardi di metri cubi annui di gas naturale. Al raggiungimento del limite previsto le risorse finanziarie saranno garantite solo alle aziende che cominceranno l'attività entro i 12 mesi successivi alla richiesta. 


Favorevoli al nuovo decreto - che modifica in alcune parti quello del dicembre 2013 - molte aziende agricole, quelle del riciclo organico, le associazioni ambientaliste e i rappresentanti dell'industria del gas. La bozza del documento è già stata approvata dal Comitato tecnico consultivo biocarburanti. 
Negli ultimi anni nel settore del biometano sono stati fatti investimenti per quattro miliardi di euro che hanno portato alla creazione di più di 1200 impianti a biogas che hanno dato impiego a 12 mila persone. 

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