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I social network e la solitudine

Sui social network si discute spesso, soprattutto riguardo l’importanza che hanno assunto in quella che è la vita di tutti i giorni. Ci sono persone che, in piena notte, si svegliano per i vari trillini e le varie notifiche, incapaci di ignorare la vita social per qualche ora in favore di quello che è un riposo necessario per la mente, ad esempio. Non staccano il cervello dalla rete nemmeno per un secondo, con conseguenze importanti a livello psicofisico.

Pare che un’intensa vita vissuta sul web faccia sentire meno la solitudine. Ma è vero? Chi ha mille amici su Facebook o è seguito da molti utenti su Twitter sente meno il peso della solitudine?
L’American Journal of Preventive Medicine ha pubblicato recentemente uno studio che confuta questa tesi. Per dimostrarlo, i ricercatori di Pittsburgh (Pennsylvania) hanno studiato – mediante questionari – i comportamenti di 1787 individui statunitensi tra i 19 e i 32 anni. Le piattaforme poste al vaglio? Le più comuni. Abbiamo Facebook, Pinterest, Snapchat, YouTube, Twitter, Instagram, LinkedIn. L’isolamento sociale – la solitudine, insomma – è direttamente proporzionale al tempo passato sui social e all’importanza data loro nella vita quotidiana. 



Quali sono le spiegazioni?
Una riguarda il fatto che il tempo che si passa su internet abbia sostituito quella che è la comunicazione faccia a faccia, l’unica che dà sollievo in quel senso – malgrado ciò si sia dimenticato.
La seconda è legata all’invidia; quando si passa molto tempo sui social ci si imbatte, inevitabilmente, in eventi divertenti a cui altri utenti hanno partecipato. Ciò rende infelici, in misure differenti ovviamente. Una cosa certa è che l’isolamento può essere sia causa che effetto dell’eccessivo uso dei social network. 

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