Ultime Notizie

Food craving: il bisogno impellente del cibo

Dalle recenti scoperte scientifiche si evince che la neuroplasticità (capacità del SNC di modificare l'intensità delle relazioni sinaptiche e di instaurarne di nuove) ci conferisce la capacità di imparare a preferire alimenti sani in luogo di altri meno sani. Sapere che si può imparare a preferire alimenti più adeguati ad un regime alimentare ipocalorico è una grande fonte di speranza per le persone ed è alla base del processo di rieducazione alimentare. 
Qual è uno dei principali ostacoli di un processo di questo tipo? La risposta arriva dall’America: il food craving. Letteralmente “bisogno impellente di un cibo specifico” dall’inglese “to crave” (desiderare ardentemente).


Il food craving si identifica come una sfrenata voglia di consumare un alimento e di esserne sempre alla ricerca continua in un meccanismo di dipendenza simile a quella generata da tabacco. Il piacere recato dal cibo in questione, infatti, crea uno stato euforico provocato dall’azione della dopamina, neurotrasmettitore di origine cerebrale, che genera il desiderio di ricercare cibo e continuare a mangiarlo. Il food craving si instaura nel momento in cui il nostro organismo si abitua a questo stato di ricerca e soddisfazione con conseguente aumento della soglia del piacere. Così il cibo si sveste del significato originario (adempimento del bisogno di sopravvivenza) e veste nuovi panni: compagnia, conforto, sollievo. 
Il food craving si distingue chiaramente dal comune senso di fame per via della sua intensità e specificità verso un alimento. Si tratta di un fenomeno che si manifesta più frequentemente tra le donne, che prediligono carboidrati semplici, pizza e cioccolata, che tra gli uomini, più attratti da alimenti ricchi di proteine e carboidrati complessi. Pertanto, relativamente al morboso rapporto tra le donne e la cioccolata gli americani hanno coniato il termine chocoholism (cioccolismo). 


Il food craving può assumere inoltre l’aspetto di una nevrosi compulsiva, divenendo la principale causa di bulimia e obesità. Se vi identificate nelle persone fino ad ora descritte non abbiate paura, con un buon programma di rieducazione del cervello si può facilmente risolvere questo problema. In un articolo apparso sul portale americano “Women’s Health Mag” il dietologo Dave Asprey ha dichiarato: “Gli attacchi di food craving si possono controllare mangiando una piccola quantità del cibo fortemente desiderato, annusando la menta che ha la proprietà di ingannare l’olfatto, svolgendo attività fisica che tendenzialmente riduce il desiderio di mangiare oppure chiudendo gli occhi e visualizzando il cibo desiderato, il solo pensiero già soddisfa il palato”. Se ne desume che è quindi imprescindibile il legame tra neurologia e perdita di peso.

Dott.ssa Daiana Rizzo (Biologa nutrizionista)

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.