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Il potere della siesta sulla mente

Avete presente la sensazione di stanchezza che ci assale quando mandiamo giù l’ultimo boccone del pranzo? Spesso devo prendere un caffè perché i ritmi, si sa, non possono rallentare – ne va della mia produttività –; talvolta, però, posso concedermi un’oretta di divano, prima di iniziare il secondo round della giornata. In quei momenti, con nelle gambe una copertina – come i bambini, lo so – riesco a estraniarmi da tutto. 


Ho sempre pensato mi facesse bene, ora uno studio della Johns Hopkins University mi dà ragione: dormire un’ora nel pomeriggio rende il cervello più attivo; pensieri più nitidi, capacità di prendere decisioni notevolmente migliorata, funzioni mentali più agili e veloci: ecco cosa regala la siesta – oltre che buonumore, dico io, ma questo non è verificato da nessun ricercatore.
Soprattutto, gridano gli autori dello studio, il pisolino pomeridiano è un toccasana per gli anziani. 2974 individui sopra i 65 anni di età, per la precisione. Il 60% ha detto di fare un pisolino di una durata variabile (tra i 30 e i 90 minuti). Dopo accurati test, mirate domande – più che altro su abitudini – ed esercizi di tipo logico, i ricercatori sono giunti alla conclusione sopra citata. 


Chi dormiva, insomma, è andato meglio a livello mentale di chi invece restava sveglio tutto il dì. Inoltre, chi dormiva per un’ora ha avuto dei risultati migliori di chi dormiva di più o di meno – questi ultimi hanno mostrato un declino tra le quattro e le sei volte maggiore. 

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