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Infermiera muore di parto, si era salvata dall'epidemia di ebola nel 2014

Questa è la storia di una donna come tante altre ma dal cuore grande. Salome Karwah viveva in Liberia, terra povera e martoriata dal virus dell’ebola, ed era un'infermiera per l'associazione “Medici senza frontiere” all’ospedale di Monrovia.


La sua morte è qualcosa di assurdo: lei sopravvissuta al virus dell’ebola, è stata lasciata morire di parto mentre dava alla luce il suo quarto figlio. Secondo alcune indiscrezioni, i medici che l’hanno accolta all’ospedale per complicazioni nel parto si sarebbero rifiutati di curarla per timore di un contagio. Una cosa alquanto improbabile perché la donna aveva sì contratto il virus dell’ebola, ma ne era completamente guarita, così dimostravano i suoi esami clinici. Il rischio quindi non sussisteva, anzi i medici si sono macchiati di negligenza; oltre ad aver dimesso la donna appena dopo il cesareo con parametri vitali non buoni, si sono pure rifiutati per tre ore di accoglierla all’interno dell’ospedale. Intanto le autorità hanno aperto un’inchiesta su questo fatto per far luce sull’intera vicenda.


Nell’ultima epidemia di ebola Salome si era spesa per i malati e in quell'occasione ha perso molti parenti, in particolare i genitori, ma lei si era salvata grazie a uno speciale vaccino. Per il suo prodigarsi per i malati e il suo impegno in prima linea contro la malattia, era stata nominata persona dell’anno 2014 dalla prestigiosa rivista “Time”.


Nel 2016 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha decretato la fine dell’epidemia di ebola in Liberia, che solo in questo stato aveva sterminato 4.809 persone. Uno Stato, la Liberia, in cui il sistema sanitario è in perenne crisi e l’assistenza sanitaria è quasi inesistente. Le uniche persone che possono curarsi sono coloro che possono permettersi un viaggio all’estero.
Un’infermiera, Salome Karwah, che rimarrà nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuta e hanno avuto il privilegio di poter lavorare con lei e anche di tutti quei pazienti che sono stati curati da lei. Gli scherzi del destino, lei sopravvissuta all’ebola, morta quattro anni dopo per dare la vita al suo bambino. Salomon, questo è il nome del piccolo che ora dovrà crescere senza madre insieme agli altri tre fratelli, a causa dell’ignoranza di alcuni medici. Una donna che aveva affermato: “Sono sopravvissuta per un motivo, sono sopravvissuta per aiutare gli altri”. La sua missione di vita era questa e sicuramente l’avrebbe continuata se ne avesse avuto il tempo. Una donna che non aveva avuto paura del contagio e della malattia e che si è spesa per gli ultimi. Sicuramente ci lascia un grande insegnamento e dovrebbe far riflettere chi non l'ha curata solo per paura di ammalarsi. Lei quando curava i malati non pensava alle conseguenze e faceva il suo lavoro. Non avrebbe abbandonato i suoi pazienti, che la ricordano con grande affetto. Una piccola donna con una grande storia da raccontare.


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