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Sicilia, alla scoperta delle splendide Isole Egadi

La Sicilia è una terra ricca di preziosi tesori architettonici, culturali, religiosi ed enogastronomici ma spesso ci si dimentica che oltre alla ‘grande isola Siqiliyya’ ci sono degli arcipelaghi che la incorniciano. Uno dei corpus territoriali più belli da scoprire, in occasione della bella stagione, è senza dubbio quello che compone le Isole Egadi. 



Il termine Egadi significa ‘favorevole, propizio’ che ben si allaccia allo splendore del mare e ai misteriosi reperti archeologici conservati. L’arcipelago delle Isole Egadi sono tutelate dalla riserva articolata da altre isole: Favignana che conta una superficie di 22 chilometri quadrati, Marettimo con superficie 12 chilometri quadrati e Levanzo con 10 chilometri quadrati. A questo terzetto si aggiunge anche l’isolotto di Formica, lo Scoglio di Maraone e quello di Porcelli. 
La presenza dell’essere umano in queste zone risalgono al periodo prima del distacco dalla Sicilia come testimoniano le numerose incisioni rupestri e i graffiti tutt’ora presenti nella Grotta del Genovese a Levanzo. 
Dietro alla storia delle Isole Egadi si cela una curiosa leggenda che narra la figura di un certo Cala Rossa. Il suo appellativo deve il nome al sangue che egli dovette versare durante la Battaglia delle Egadi svolta tra Cartagine e Roma nel lontano 241 a.C.. Dietro al mito si cela un rostro che dimostrerebbe invece la tesi secondo la quale la battaglia fu svolta al nord di Levanzo. Senza timore in seguito alla conquista dei Romani le isole furono utilizzate a scopi bellici dato che la popolazione non si convertì neanche alla loro religione. 


A Marettimo si trova un notevole edificio chiamato ‘case romane’ che si aggiunse, dopo l’incursione dei Vandali e la dominazione Bizantina, al grande repertorio culturale ed economico vissuto durante la conquista musulmana. 
Gli arabi, noti amministratori e ‘signorotti della Sicilia’- tra il IX e l’IX secolo, resero il territorio proficuo anche dal punto di vista economico incentivando sull’agricoltura e sulla pesca del tonno. Basti pensare che a Favignana si avviò una nuova professione: l’estrazione del tufo. Tutt’oggi questi meravigliosi posti godono di una fase di crescita economica dovuta alla tonnara, al turismo e a qualche fil-rouge imprenditoriale intrapreso dalla Famiglia Florio tra il XIX e il XX secolo. 

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