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Siria: si prepara l'assalto finale a Raqqa

Tutto è pronto in Siria per l'assalto finale a Raqqa, la città considerata la capitale del sedicente Stato islamico che da più di due anni è occupata dai miliziani islamisti, responsabili di crimini orribili nei confronti dei civili.


Per l'ISIS si avvicina la sconfitta
I militari dell'esercito regolare siriano, aiutati dalle forze curde di supporto e dalla coalizione internazionale a guida statunitense sono arrivati a pochi chilometri dalla città e stanno già cominciando ad intravedere i quartieri dell'estrema periferia. I miliziani in nero dell'ISIS hanno fortificato la città e stanno ammassando i civili rimasti per usarli come scudi umani durante la battaglia che si preannuncia lunga e sanguinosa; sono stati segnalati anche numerosi cecchini.
Da quando Donald Trump è salito al potere a Washington la sua strategia per la lotta al terrorismo più aggressiva e i nuovi rapporti con la Russia di Putin hanno portato ad una accelerazione delle manovre contro lo Stato islamico in Siria. Pochi giorni fa i vertici militari di Stati Uniti, Russia e Turchia si sono riuniti per discutere proprio sulla nuova strategia da seguire in Siria e in Iraq contro i miliziani islamisti e di quale sarà il futuro assetto politico ed istituzionale dei due Paesi quando il conflitto sarà finito.
È la prima volta che il Pentagono autorizza ufficialmente i militari statunitensi a mettere i “boots on the ground”, cioè a combattere in prima linea contro l'ISIS insieme a siriani, turchi e russi; l'amministrazione Obama era stata più cauta ed aveva inviato solo pochi militari in Siria con il ruolo di addestratori e coordinatori.
L'esercito regolare siriano, i turchi, i russi e la coalizione internazionale a guida statunitense sperano in breve tempo di riuscire almeno a fare evacuare in sicurezza i civili che sono rimasti intrappolati in città e sono stati costretti per più di due anni a subire ogni genere di violenza e abuso da parte degli islamisti.



Il nuovo Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, ha fatto sapere che organizzerà il 22 e il 23 marzo una grande conferenza di tutti quei Paesi impegnati nella lotta al terrorismo di matrice islamista a cui parteciperanno 68 capi di Stato e di governo e anche i rappresentanti di tutte quelle organizzazioni umanitarie che in questo momento stanno offrendo assistenza alla popolazione in fuga dai combattimenti proprio per fare il punto della situazione e capire quali saranno i futuri equilibri geopolitici della regione.

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