Ultime Notizie

USA, Trump intercettato? Per l’FBI l’accusa non ha fondamento

“Terribile! Ho appena scoperto che Obama aveva dato ordine di intercettare le mie telefonate nella Trump Tower proprio prima della vittoria. Non ha trovato niente. Questo è maccartismo!”. Questo il tweet di Donald Trump postato sabato mattina, riportato sul Corriere della Sera, che ha scatenato una tempesta mediatica e politica negli Stati Uniti. Il neopresidente americano sostiene che le sue telefonate avvenute all’interno della Trump Tower poco prima delle elezioni sono state intercettate per ordine del presidente uscente Barack Obama. Stamattina arriva la replica di James Comey, direttore dell’FBI, il quale non solo sostiene che l’accusa di Trump è priva di fondamento, ma ha chiesto al dipartimento di giustizia americano di rigettare le accuse della Casa Bianca. Non vi è nessuna prova secondo Comey, infatti, che Obama abbia ottenuto il permesso per ascoltare e registrare le telefonate di Trump. Secondo il regolamento americano, infatti, nessun presidente può mettere sotto controllo un cittadino statunitense senza l’assenso del tribunale della FISA (Azione di Sorveglianza e Intelligence straniera). Questa corte può acconsentire ad avviare intercettazioni telefoniche solo se non sono coinvolti cittadini americani. In questo caso, come riportato dalla BBC, è evidente che la corte avrebbe difficilmente acconsentito.


Come prevedibile, il portavoce di Obama sostiene totalmente falsa e infondata l’accusa. A difesa del vecchio presidente anche James Clapp, direttore dell’FBI sotto la presidenza Obama.
Decisa a non retrocedere, la Casa Bianca ha richiesto l’intervento del Congresso per fare luce sulla questione, etichettata da Trump come “maccartismo”. Il presidente ha addirittura alzato il tiro paragonando la vicenda al dolorosissimo scandalo di Watergate del 1972 che condusse alle dimissioni dell’allora presidente in carica Richard Nixon.
Stando a quanto riportato dai maggiori media internazionali, Trump ha avvertito l’opinione pubblica delle presunte intercettazioni senza però fornire alcuna prova e senza neppure citare le fonti dalle quali ha rinvenuto la notizia. “Si ipotizza che il presidente possa aver preso spunto da un articolo del sito iper conservatore Breitbart diretto fino a pochi mesi fa da Steve Bannon, il suo consigliere strategico”, dichiara il Corriere della Sera. Alla base dell’attacco ci sarebbe, in sintesi, il sentimento di rivalsa da parte del magnate nei confronti delle varie inchieste che accusano i suoi collaboratori di avere allacciato legami segreti e poco nitidi con la Russia di Putin.



Focus: che cos’è il maccartismo?
Con questo termine si indica l’azione di controspionaggio, di sospetto e di persecuzione messa in piedi negli Stati Uniti per individuare ed arginare l’azione di eventuali spie sovietiche agli inizi degli anni ’50. All’alba della guerra fredda, infatti, il timore e la paura del comunismo rappresentava una preoccupazione crescente in tutte le classi sociali americane, ma soprattutto negli alti ranghi della politica. Il senatore John McCarthy in un discorso del 1950 aveva affermato che molti politici americani erano complici dei sovietici. Durante un periodo di insicurezza, mentre si diffondevano sentimenti xenofobi e l’immigrazione europea era vista come possibile veicolo di idee sovversive negli USA, McCarthy riuscì ad influenzare l’opinione pubblica americana. Nel 1953 il Segretario di Stato John Foster Dulles limitò addirittura letture di libri che riflettevano idee “sovversive” determinando la scomparsa dalle biblioteche americane dei testi ritenuti pericolosi. Fu solo nel 1954, quando l’attività di censura di McCarthy si spinse ad inquisire l’esercito, che il Senato decretò lo stop all’attività del senatore repubblicano.


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.