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Home Restaurant, una direttiva rigida al vaglio del Senato

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Vincolate alle piattaforme digitali e con un numero limitato di coperti annui, le attività di Home Restaurant risultano penalizzate dal disegno di legge in materia approvato dalla Camera. Sarà il Senato a decidere se modificare in parte la normativa che, secondo l'Antitrust, rende questi servizi poco competitivi rispetto alla ristorazione tradizionale. 


L'uso di siti Internet specializzati, a cui i gestori degli Home Restaurant devono ricorrere per svolgere quest'attività, esclude il rapporto diretto con la clientela ed è limitante per chi utilizza poco le nuove tecnologie: aspetti che invece non influenzano le strutture ristorative. L'Antitrust ritiene siano da rivedere anche il numero massimo di coperti e il reddito annui stabiliti dal ddl, rispettivamente 500 e 5.000 euro. La normativa approvata dalla Camera stabilisce poi che l'home restaurant non possa essere collegato ad attività ricettive come i B&B e le case vacanza o altri servizi extralberghieri.
Un mercato in crescita quello dell'Home Restaurant che ha cominciato a diffondersi negli ultimi anni, in particolare dal 2013. Le principali piattaforme che permettono a domanda e offerta di incontrarsi - "Gnammo", "VizEat", "EatWith" - parlano di 7-8mila fruitori del servizio (host) e di ricavi tra gli 80 e i 380mila euro. La Camera ha diffuso cifre ancora più importanti per questo mercato relative al 2014, pari a 7 milioni di introiti. 


I privati che vogliono mettere a disposizione i propri locali per offrire pasti in genere si iscrivono a questi siti specializzati che richiedono una commissione del 12% per il servizio. Il disegno di legge considera clienti dell'Home Restaurant coloro che accedono alle piattaforme e non gli amici e i parenti che possono frequentare i locali del gestore dell'attività.

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