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In marcia per la giustizia in Messico

I genitori dei 43 studenti scomparsi improvvisamente trentuno mesi fa in circostanze misteriose sono scesi in piazza nella capitale messicana, Città del Messico, per chiedere la continuazione delle indagini e delle ricerche dei loro figli.


Verità e pace per i giovani scomparsi
Con grandi striscioni e slogan, genitori, parenti e amici degli studenti scomparsi chiedono la verità su cosa sia successo veramente in quel tragico giorno e di non essere lasciati soli con il loro profondo dolore. Le madri vogliono sapere cosa ne è stato dei loro figli, se sono ancora vivi da qualche parte o almeno vogliono avere una tomba su cui piangere dopo una cerimonia funebre decorosa. 
Sono stati eseguiti diversi arresti ma ancora non si sa quale sia stata la sorte dei giovani; la versione ufficiale del governo messicano dice che gli studenti sono stati assassinati da una pericolosa organizzazione criminale dedita al narcotraffico e poi bruciati. I famigliari e gli amici degli scomparsi non credono a questa teoria e pensano che sia solo una bugia inventata sul momento per placare gli animi e per coprire falle nel sistema giudiziario e nella sicurezza. 


È proprio contro il sistema giudiziario e contro le forze di polizia che si concentrano le critiche dei genitori dei 43 scomparsi: non sono riusciti a difendere i loro ragazzi dal crimine e non sanno nemmeno consegnare alla giustizia i responsabili di tanta brutalità. Qualche giorno fa anche una inchiesta svolta da esperti internazionali ha mosso critiche alla polizia messicana e molti dubbi sull'operato degli agenti chiamati poco dopo la scomparsa; è stata chiesta la riapertura dell'indagine. 
Da un palco improvvisato alcuni genitori hanno urlato tutta la loro rabbia per una indagine condotta in modo frettoloso e poco accurato; “Basta, non accetteremo altre bugie. Madri e padri chiedono e pretendono una risposta chiara, la verità, qualcosa di diverso dalle bugie, qualcosa che non sia sporco”, ha detto il padre di uno dei ragazzi scomparsi.
La marcia per la giustizia di queste famiglie costrette a convivere con il dolore per la perdita di un figlio non si fermerà fino a quando finalmente non sarà fatta luce su quanto accaduto e fino a quando non ci sarà una vera giustizia per i loro figli. 

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