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Lavoratori laureati in crescita, ma bisogna raggiungere l'Europa

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In Italia aumenta il numero dei lavoratori laureati, ma questo dato non basta a raggiungere la media dell'Unione europea. Nell'ultimo decennio i professionisti in possesso di una laurea sono cresciuti di 5,6 punti percentuali, quota inferiore gli 8,1 punti dell'UE. 


Una differenza causata dal ritardato pensionamento dei lavoratori più anziani e dalle difficoltà che i giovani trovano a inserirsi nel mondo del lavoro dopo l'ottenimento del diploma: nel Belpaese gli adulti tra i 30 e i 34 anni che hanno concluso il percorso di studi universitario sono il 26,2%, mentre nel resto dell'Europa il 39,1%. 
Il conseguimento di laurea, master o dottorati di ricerca garantisce di solito una posizione lavorativa indipendente, soprattutto in imprese private non finanziarie o piccole aziende. Secondo i dati forniti da Confartigianato sono soprattutto le donne a trovare un impiego autonomo dopo la laurea o il dottorato (35,9%). Ha un titolo di studio di livello superiore al diploma il 31,9% dei lavoratori autonomi sotto i 40 anni, mentre la quota è inferiore nella fascia d'età tra i 40 e 64. A manager e imprenditori è richiesta sempre più spesso una formazione universitaria, in special modo in settori come il commercio, i trasporti, la ricettività e la ristorazione, l'edilizia e il manifatturiero. 


Secondo Confartigianato per raggiungere il livello europeo, l'Italia deve riuscire a migliorare la qualità dell'istruzione superiore e a fare in modo che meno studenti abbandonino i corsi di studio universitari.


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