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L'officina delle parole: Le lacrime del tritone





Una notte di luna vanitosa
Un tritone udì una voce.
Cantava una ragazza
Col viso da bambina:
«Non smettere ti prego,
Da dove vengo io
La musica non c’è;
Ma quello che più manca
È un viso come il tuo»
«Tu pensi che ci creda?
Col mare così grande
Non hai la tua sirena?»
«È vero è molto grande
Però la mia sirena
Adesso l’ho capito
Non vive nell’oceano».

Di tutto quell’incontro
Già così straordinario
La cosa più normale
Fu proprio innamorarsi.
Lui la portò con sé
Dove non c’è musica
Silenzio o poco più
Per trattenerla giù
Nei baci lunghi e dolci
Le dava il suo respiro.

Ma nessun bacio dura
Il tempo di due vite:
«sei tu la mia sirena
ma devi ritornare
Non sentirò il tuo canto
Se rimarrai con me»,
«Se resterò da sola
Perché dovrei cantare?»
«Soltanto per chiamarmi
E io verrò da te.
Sarà una mezza vita
Ma chi lo dice poi
Che non sia più completa
Di una vita intera»
«Arrivederci amore»
«Amore arrivederci»

Così da quella notte
Le perle in fondo al mare
Sono le lacrime di un tritone
Che ogni volta trova
E ogni volta perde
La sua sirena in terra.

Davide Bert

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