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Portaerei americana viaggia verso la Corea del Nord: si rischia una guerra nucleare?

Dopo il raid aereo in Siria che ha visto il dispiegamento di 59 missili da parte delle forze armate americane, scenari non meno preoccupanti si aprono in Corea del Nord.
Già, perché i punti più infuocati del pianeta al momento sono proprio la Siria e la Corea del Nord.
Qui, ieri, il dittatore Kim Jong-un ha fortemente condannato l’attacco americano contro la base siriana, sostenendo la necessità di continuare le sperimentazioni atomiche “per la difesa della patria”. E in effetti, secondo la stampa internazionale, un altro test atomico da parte della Corea del Nord è imminente.


Ma gli Stati Uniti dimostrano, ancora una volta, di essere pronti ad usare la forza se sarà necessario e di agire, come già accaduto in Siria, senza il consenso della comunità internazionale. Proprio ieri un gruppo di navi da guerra americane capeggiate dalla portaerei Carl Vinson è salpato da Singapore. Non per raggiungere le acque australiane a sud come da programma. Bensì, diretta verso nord, dove tra quattro giorni raggiungerà le coste della Corea del Sud.


Un gruppo attacco portaerei non si sposta, solitamente, solo per le dichiarazioni di una nazione nemica, ma anche in relazione ad oggettivi dati d’intelligence”. Questa la riflessione del quotidiano di studi geopolitici “Geopolitical Center”. Una riflessione quanto mai azzeccata. Tanto più confermata dal fatto che la Corea del Nord ha ripreso nelle ultime ore ad inviare messaggi radio criptati alle proprie forze di intelligence dispiegate in altri Paesi.
A tale quadro va aggiunta la notizia secondo cui i caccia U2 partiti dalla California trenta giorni fa per una destinazione non precisata si trovino proprio nella penisola sud-coreana.



L’ipotesi è che il presidente Donald Trump stia valutando diverse possibilità di risoluzione della tensione con la Corea del Nord, senza escludere l’utilizzo della forza militare.
Il dispiegamento delle forze armate statunitensi, secondo Geopolitical Center, avrebbe come obiettivo quello di permettere agli Stati Uniti di colpire le basi atomiche nordcoreane e di distruggere l’arsenale di Kim Jong-un. La domanda in tal caso riguarda la reazione della Corea del Nord. Se ci fosse un raid simile a quello siriano, gli Stati Uniti saranno lasciati impuniti? Si corre il rischio di una guerra nucleare?

Rai news 24 avanza l’ipotesi di un piano da parte di Tump per uccidere il presidente nordcoreano e, al contempo, dispiegare armi atomiche in Corea del Sud. Ma la Cina, altro grande interlocutore sullo scacchiere asiatico, non è daccordo. Secondo il presidente Xi Jinping, incontrato negli scorsi giorni da Trump, la caduta improvvisa del dittatore nordcoreano avvierebbe una crisi economica e militare nel paese che avrebbe notevoli ripercussioni proprio sull’economia della vicina Cina. Il timore riguarda soprattutto un ulteriore esodo di rifugiati che, in caso di crisi o guerra, affollerebbero i diversi territori dell’Asia orientale.
In ogni caso, Donald Trump non pare affatto disposto a tollerare ulteriori provocazioni da parte del leader nord-coreano.


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