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Troppo pericoloso fare i giornalisti in Messico, Norte chiude i battenti

Tempi duri per i giornalisti messicani, e non a causa della crisi: fare il giornalista in Messico è un mestiere rischioso. Un quotidiano di Ciudad Juarez - Norte - ha annunciato domenica scorsa con un titolo a tutta pagina, “Adios!”, chiudendo i battenti dopo trent’anni di attività. Il motivo è semplice: lo scorso mese tre giornalisti sono stati uccisi e quindi il giornale teme per l’incolumità dei suoi dipendenti.


La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’omicidio della giornalista Miroslava Breach Valducea, corrispondente per La Jornada, uccisa con otto colpi di pistola mentre andava a prendere il figlio a scuola.
Il direttore Oscar Cantu Murguía ha annunciato così la decisione presa: "Oggi, cari lettori, vi parlo per informarvi che ho deciso di chiudere questo quotidiano perché non c’è più garanzia di sicurezza per noi e quindi il giornalismo non può esistere” - ed ha aggiunto - “tutto nella vita ha un inizio e una fine, un prezzo da pagare. Se questo è la vita di un mio collaboratore, non ho intenzione di pagare ancora”.


Il quotidiano registrava una tiratura di 30.000 copie al giorno e 35.000 alla domenica. L’obiettivo del giornale era di informare con verità, obiettività, onestà e trasparenza. Oltre a questo fatto, il giornale non era in buone condizioni finanziarie ed a rischio chiusura in ogni caso. 

Dal 2000 sono 120 i giornalisti che hanno perso la vita mentre facevano il loro lavoro. I giornalisti in Messico sono soprattutto minacciati dalla criminalità organizzata e dai trafficanti di droga. Probabilmente resisterà ancora per un pò di tempo la versione digitale del quotidiano.

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