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Alla ricerca di grani antichi, Senatore Cappelli e la sua storia

Negli ultimi anni l’alimentazione dell’uomo ha subito cambiamenti dovuti a problematiche salutari e soprattutto a nuove diete modaiole sviluppatesi nel mondo vegetariano e vegano. Diverse sono le associazioni enogastronomiche che si occupano della salvaguardia dei prodotti del territorio che sottolineano l’eccellenza italiana. Uno dei campi maggiormente coltivati e rinnovati è relativo ai grani e alle farine. 



Se un paio di anni fa si parlava soltanto della farina khorasan, oggi ci si sofferma anche su altre tipologie di farine: farro, avena, riso sono quelle più conosciute e utilizzate dagli intolleranti o da coloro che seguono una dieta salutare. 
In Sicilia negli ultimi mesi si sono scoperte due cultivar: la prima è la Tumminia e la seconda è la Senatore Cappelli. Oggi analizziamo la seconda varietà assai apprezzata nel campo della panificazione e pasticceria dell’isola. 

La Senatore Cappelli è una tipologia di grano duro autunnale ottenuta dal genetista Nazareno Strampelli agli inizi del secolo scorso dopo un lavoro di lunga ricerca redatto presso il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia. 

Raffaele Cappelli

Questo lavoro ha subìto una selezione genealogica proveniente dai paesi del nord Africa chiamata ‘Jenah Rhetifah’. Se dovessimo dare delle date precise indicheremmo il 1915 anno in cui questo frumento venne dedicato da Strampelli al noto marchese abruzzese Raffaele Cappelli – attuale senatore del Regno d’Italia – che insieme al fratello Antonio aveva trasformato in campo agrario la regione Puglia mettendo a disposizione campi sperimentali, laboratori e diverse altre risorse destinate alla ricerca.
Il frumento Cappelli, nonostante fosse alto soltanto 150-160 centimetri, ebbe successo immediatamente in quanto era facilmente adattabile e rustico con un’ottima qualità della semola. Fin dal 1920 ottenne delle rese medie notevoli elevati tant’è che fino al 1950 la superficie nazionale era totalmente coperta dal grano duro Cappelli diffusa successivamente in altri paesi del Mediterraneo. 


In seguito alla seconda guerra mondiale i concimi azotati low-cost hanno stimolato il miglioramento genetico, aumentandone la precocità dando una giusta attenzione alle qualità organolettiche della granella. Le due cultivar ‘Capeiti 8’ e ‘Patrizio 6’ erano più produttive e precoci rispetto alla varietà Cappelli dopo lunghi decenni di successo incontrastato. 
Il Cappelli è ancora molto amato e coltivato, dopo un secolo esatto, nelle regioni meridionali tra cui Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La produzione di farine e grano decisamente migliore rispetto alle qualità raffinate ha fatto sì che in queste zone ci sia un maggior acquisto di pasta, pane e pizza biologici.
Sicuramente è un prodotto di nicchia, a causa dei costi di produzione più elevati rispetto alle farine 0 e 00, però col tempo sta dando vita a un mercato assai interessante sviluppandosi anche all’estero. 

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