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Il pessimo rapporto tra sport e alcol

L’etanolo, definito dagli antichi come “lo spirito del vino” è una sostanza che si ottiene dal processo di fermentazione alcolica degli zuccheri. Non è un nutriente, per tanto non é né utile, né essenziale per il nostro organismo, anzi se assunto in elevate quantità può essere dannoso per alcuni organi o apparati. È una sostanza estremamente solubile: ingerita, viene facilmente assorbita lungo tutto il tubo digerente in particolare nello stomaco per diffusione passiva. 


L’alcol si diffonde in tutti i tessuti, una piccola parte (10%) viene subito eliminata attraverso polmoni, urine e sudore, il resto viene metabolizzato a livello del fegato. Nell’epatocita si attua un processo di ossidazione ad opera di enzimi come: l’alcol deidrogenasi che si trova nella cellula e il MEOS (sistema microsomiale di ossidazione dell’etanolo) che interviene solo in caso di elevate concentrazioni di alcol. Dall’azione di tali sistemi enzimatici si ottengono dall’etanolo l’acetaldeide, prodotto estremamente tossico sia per la cellula epatica che per tutto l’organismo, che viene ossidata in acetato, rimesso in circolo e metabolizzato a livello dei tessuti periferici ad anidride carbonica ed acqua, liberando 7 kcal/gr. 


Il fegato è in grado di metabolizzare 1 gr di alcol per 10 kg di peso/ora se viene ingerito gradatamente, ma se la quantità è elevata tale organo non riesce a compiere il suo lavoro: l’acetaldeide entra quindi nel circolo sanguigno fino a raggiungere cuore, pancreas e sistema nervoso provocando seri danni. Gli effetti dell’alcol sul SNC si manifestano in un’azione eccitante o deprimente conformemente ai tassi alcolemici. L’azione dipende dall’alterato equilibrio elettrolitico-osmotico della membrana cellulare del neurone in presenza di alcol. Dunque lo stato di ebbrezza è una tipica manifestazione di tossicità acuta sul sistema nervoso determinata da tassi irrisori (<0.05%). Ognuno di noi ha un tasso di tolleranza diverso per l’alcol; tutto dipende dalla quantità di enzimi disponibili per eliminarlo. La produzione di alcol deidrogenasi infatti è condizionata da fattori diversi: l’abitudine al bere, il modo di assunzione degli alcolici (stomaco pieno o vuoto) e l’attività fisica, infatti una persona molto attiva (lavoro pesante o sport intenso) è in grado di metabolizzare più rapidamente l’alcol rispetto ad una sedentaria. La riconosciuta raccomandazione di astenersi dall’assumere bevande alcoliche fino a 16-18 anni si riferisce per l’appunto alla minor facilità degli adolescenti alla loro metabolizzazione. Un adulto in buono stato di salute può assumere giornalmente un quantitativo d’alcol pari al 10% del suo fabbisogno giornaliero. Dunque, considerando che il fabbisogno medio di un uomo è di circa 2800 kcal e di una donna di circa 2000 kcal, la dose giornaliera massima, prendendo come bevanda di riferimento il vino di 10 gradi alcolici, può essere di circa 400 ml per l’ uomo e di 300 ml per la donna. Vivamente consigliato il consumo di vino e birra durante i pasti piuttosto che di superalcolici poiché questi ultimi apportano una quantità elevata di calorie e hanno effetti sfavorevoli sul metabolismo energetico e sulla sintesi del glicogeno. In ogni caso l’assunzione di vino e birra è sconsigliata durante l’impegno sportivo tranne che nel pasto serale post-gara (un bicchiere). L’alcol non migliora la performance atletica, comporta il massimo consumo di ossigeno e funzione respiratoria e cardiaca sotto sforzo non appaiono incrementate. Se assunto prima di una performance, pure a basse dosi, può invece compromettere il grado di concentrazione dell’atleta, la capacità di riuscire a valutare le distanze, di prolungare i tempi di reazione con alterazioni della coordinazione viso-manuale e dell’equilibrio che sono alla base del gesto sportivo. Curiosamente, contrariamente a quanto si crede, l’assunzione di alcol non aiuta a combattere il freddo. Spesso, soprattutto in montagna, c’è l’abitudine di bere per affrontare meglio le basse temperature. L’alcol, in particolare ad alte concentrazioni, come nei superalcolici, se immediatamente dà una sensazione fugace di riscaldamento (per vasodilatazione cutanea), in realtà, dopo breve tempo, proprio per questa dispersione superficiale di calore, produce un abbassamento della temperatura corporea interna. 


Dott.ssa Daiana Rizzo (Biologa nutrizionista)

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