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L'educazione alimentare nelle scuole riduce il problema dell'obesità infantile

Diminuisce il numero dei bambini in sovrappeso, anche grazie ai progetti sull'educazione alimentare che rientrano nel Piano dell'offerta formativa delle scuole. Questo dato è emerso sistema di sorveglianza "OKkio alla salute" che ha coinvolto quasi 50mila bambini di 8-9 anni e i genitori, fornendo un quadro dettagliato sull'obesità infantile. Il calo del 13% registrato negli ultimi dieci anni dei ragazzi con problemi di peso è positivo, ma lascia l'Italia negli ultimi posti della classifica relativa a questo fenomeno. 


Secondo i responsabili dell'Istituto superiore della sanità è necessario che scuole e centri giovanili promuovano degli stili di vita sani basati su una corretta alimentazione e sull'attività fisica. 
Di solito, i bambini mangiano poca frutta e verdura e non seguono una dieta bilanciata: l'indagine dimostra che l’8% dei ragazzi non fa colazione o assume troppi o troppo pochi carboidrati e proteine. Gli spuntini durante l'intervallo sono spesso abbondanti e nelle pause pomeridiane il 36% dei bimbi ha l'abitudine di bere succhi di frutta e altre bevande zuccherate o gassate. Molti ragazzi praticano attività fisica nell'orario scolastico o almeno un giorno a settimana, ma solo un bambino su quattro percorre il tratto casa-scuola a piedi o in bicicletta; parte del tempo libero dei giovani viene trascorso davanti alla televisione o tra videogiochi e cellulari. 


L'azione del Governo per ridurre l'obesità infantile ha lo scopo di combattere l'insorgere di malattie croniche che si possono presentare già durante l'infanzia ed aggravarsi col tempo.


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