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Palazzo Balbi Senarega, una perla del barocco genovese

Oggi vi porto a fare due passi per Genova, precisamente in via Balbi, via che trovate direttamente di fronte andando sempre dritti se arrivate in città scendendo alla stazione di Piazza PrincipeAlla fine della suddetta via, verso Piazza Nunziata, si trova un piccolo gioiellino al civico 4, il Palazzo Balbi Senarega. Il complesso fa parte della serie dei palazzi dei Rolli, cioè palazzi signorili di Genova e patrimonio Unesco ed è sede della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Genova.


Il palazzo fu costruito dall’architetto Bartolomeo Bianco nel 1618 su commissione dei fratelli Giacomo e Pantaleo Balbi per farne la loro dimora. Nel 1645 divenne proprietà del figlio di Giacomo, Francesco Maria Balbi che dispose la costruzione del delizioso giardino a mare, decorato da un magnifico ninfeo popolato di statue in stucco che raccontano il mito di Proserpina e a corredare il tutto un bel aranceto. Appena entrate nel cortile principale, non potete non notare il giardino proprio dritto di fronte a voi, non potete che fermarvi ad ammirarlo anche se purtroppo non sempre è possibile entrarvi, l’accesso al pubblico è limitato. 


Allo stesso tempo, Francesco Maria fece affrescare il palazzo, in stile barocco genovese. Il portico al secondo piano fu chiuso e divenne una galleria. Andando proprio al secondo piano è possibile vedere ancora meglio il giardino, in tutta la sua bellezza. L’artista impegnato nelle decorazioni fu Valerio Castello che dipinse “il ratto di Proserpina”, nel salone “il carro del tempo” e nei salotti altri soggetti mitologici. Con la morte di Castello arrivarono altri due artisti a palazzo, Giovanni Andrea Carlone, che si occupò dell’ala di ponente e Domenico Piola insieme a Gregorio De Ferrari.


In particolare, i salotti di “Apollo e le muse” e “Giove tra le arti” sono stati dipinti sotto la direzione di Piola mentre i salotti di “Zefiro e Flora” e dell’ “Apoteosi di Ercole” sono in collaborazione con De Ferrari. Questo finì il ciclo con la “Galleria dei trionfi d’amore” e l’”Alcova”. 



Queste zone del palazzo non sono propriamente visitabili, essendo ora il palazzo di proprietà dell’università, ma potete far finta di essere studenti e addentrarvi così nelle stupende sale lettura delle biblioteche universitarie, soprattutto del terzo piano che sono riccamente decorate oltre a possedere bellissimi lampadari di cristallo. Oppure, potete visitare il palazzo per bene durate le giornate dei Rolli Days, si tengono due volte all’anno ed è possibile visitare tutti i palazzi genovesi che vengono aperti gratuitamente al pubblico ed è possibile fare una visita guidata avendo come ciceroni degli studenti.

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