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Ponte Chiodo, l'ultimo ponte senza parapetto di Venezia

Se vi trovate a Venezia, prendete il vaporetto che ferma alla Cà d’Oro, una volta scesi percorrete pochi metri e vi trovate in un luogo particolare, lontano dalle mete classiche visitate a Venezia.
Intanto, facciamo la premessa che ci troviamo nel sestiere (così sono chiamati i quartieri veneziani) di Cannaregio. Arrivati alle sponde del Rio de San Felice vi troverete davanti un piccolo ponte e fin qui può sembrare niente di strano, in quanto Venezia ha moltissimi ponti, per la precisione 446. Ma questo ha una particolarità, il Ponte Chiodo è l’unico ponte della Serenissima a essere senza parapetto al giorno d’oggi, in veneziano “Spallette”. Il ponte dovrebbe risalire agli inizi del Settecento quando conduceva all’antica casa della famiglia Chiodo. L’altro unico ponte rimasto senza parapetto è il Ponte del Diavolo a Torcello.


Ai nostri tempi ci sembra una cosa normale avere i parapetti nei ponti soprattutto per motivi di sicurezza e così non correre il rischio di finire in acqua, ma fino all’Ottocento tutti i ponti di Venezia erano eretti senza parapetti. Lo si vede bene nei quadri dei grandi vedutisti veneziani del '700 che i ponti erano costruiti interamente in pietra e senza protezioni laterali. In altre parole, dovevano essere percorsi con particolare attenzione. Il Ponte Chiodo ora è un ponte privato, nel senso che collega le porte di alcune abitazioni e non una pubblica via. I parapetti potevano essere utili perché nell’Ottocento non vi era l’illuminazione pubblica e quindi bisognava percorrere i ponti al buio, possiamo solo immaginare i rischi.


A poche decine di metri dal ponte è situata la Scuola Grande della Misericordia, opera del grande architetto Jacopo Sansovino.
Se volete immergervi nella Venezia antica e provare l’esperienza di camminare su un ponte come secoli fa, non vi resta che andare a Cannaregio a visitare questo ponte e magari poi fare tappa anche a quello di Torcello.
Il Ponte Chiodo non versa in buone condizioni, avrebbe bisogno di un restauro che però al momento risulta oneroso per le poche famiglie che lo utilizzano. In ogni caso merita una visita anche solo per questa particolarità.

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