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Confederations Cup, altro che inutile: trampolino per giovani stelle

Ogni quattro anni, nelle stagioni dispari, ha luogo la Confederations Cup: per molti una manifestazione inutile, dal basso appeal ed interesse mediatico. Le ultime due avevano visto la partecipazione dell’Italia, in qualità di Campione del Mondo prima e vice Campione d’Europa poi, con la Spagna che deteneva anche il titolo di detentrice dei Mondiali. All’evento vi prendono parte tutte le vincitrici nell’arco dei quattro anni dei rispettivi tornei intercontinentali, vi si aggiunge la squadra ospitante dei prossimi Mondiali e occasionalmente vi sono wild card speciali per Nazioni.



Per i “drogati di calcio” resta un’ottima occasione per non restare senza calcio anche quest’estate, sotto l’ombrellone: in realtà le statistiche offrono spunti molto più interessanti di quanto non si possa credere. In particolare vi è una ricerca effettuata da bwin.it che analizza a livello statistico le finaliste della Confederations Cup dal 1992 ad oggi, nello specifico gli under 23 che hanno alzato la coppa al cielo. 
Scorrendo la lista emergono nomi davvero importanti, che hanno poi scritto pagine di storia del calcio mondiale. La dimostrazione di quanto anche questo evento sia capace di offrire qualcosa di interessante a livello tecnico, soprattutto come trampolino per un “domani”. Nel 1992 fu Simeone, con la sua Argentina, a mettersi in mostra diventando di lì a poco uno dei mastini più forti del panorama mondiale: proprio con l’Atletico Madrid prima, vincendo la Liga, con l’Inter e la Lazio poi. 

Nel 1997 fu la volta del Fenomeno Ronaldo che, con la maglia del Brasile, si mise in grande mostra sfiorando l’accoppiata Mondiale nell’anno seguente, anche sfuggita per il celeberrimo malore che lo colpì durante la notte prima della finale contro la Francia. Proprio fra i transalpini si annoverano numerosi campioni che hanno disputato finali di Confederations Cup da giovanissimi: Anelka e il meno noto Pedretti ad esempio, ma è il Brasile che domina.




Detto di Ronaldo, troviamo nel lungo elenco di baby prodigio i vari Neymar, Robinho, Oscar e Ramires. Un poker di stelle che ha saputo abbinare alla Confederations una carriera piena di titoli sia a livello di club che nazionale. Proprio quest’ultimo dato fa riflettere: chi disputa almeno la finale dell’evento con massimo 22 anni sulla carta d’identità vanta una media di presenze in Nazionale pari a 77, con un cammino nella kermesse mondiale dell’anno seguente di tutto rispetto. Chi infatti ha poi ricevuto la convocazione ha sempre superato almeno la fase ai gironi, arrivando mediamente alle semifinali.
I protagonisti della manifestazione oramai alle porte in quel di Russia vedrà fra le protagoniste principali Portogallo e Germania, qui troviamo alcune delle giovani stelle più interessanti. Kimmich fra i tedeschi, Bernardo Silva ed il neo milanista André Silva fra i lusitani, tutti under 23 dalle enormi potenzialità. Un’ottima occasione, oltre agli Europei Under 21, per scovare nuovi ed interessanti talenti sulla scena internazionale.


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