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Gli "Echi Lontani" di Francesca Rita Rombolà

È uscita da poco, per la NeP Edizioni Srls di Roma, la nuova silloge poetica di Francesca Rita Rombolà, il cui titolo è Echi Lontani.



Cosa sono gli echi lontani che l'orecchio ascolta e l'anima percepisce? Talvolta, in paesaggi surreali ed esotici, quando il vento soffia leggero o forte giungono echi: forse suoni, forse sussurri, forse parole, forse gemiti, pianti o singulti emessi da bocche remote in anfratti naturali e in luoghi dell'immaginario. Echi lontani amplificati dalla profondità della notte o smorzati dalle sfumature cromatiche del giorno. Echi lontani che il poeta coglie come fiori di campo selvatici e che trasforma in versi di poesia a volte oscura come le tenebre, a volte luminosa come la luce ma che sa raggiungere le corde vibranti e tese del cuore umano.



L'invisibile ascolto
Tace, eppure sa
di parlare
quando la lingua immobile
è nascosta dalle labbra
schiuse nell'enigma.
Verso casa
conduce il meno battuto
fra i sentieri,
e già una luce
si appressa ad indicare
l'oscurità della notte rischiarante.
Oh quanto ti ho atteso
sulla mia soglia
che rimarca il baratro,
mai l'ho attraversata
senza il timore panico
di una voce inudibile
agli orecchi vigile nel buio.
Rendimi ora
nella quiete che immagino mia
il fremito tremendo del sacro:
brezza di luce sconosciuta,
fuoco che arde il ramo
senza consumarlo,
e potrò forse percepire appena
il senso del divino.

[Poesia tratta dalla silloge poetica Echi Lontani di Francesca Rita Rombolà]

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