Ultime Notizie

La storia del gelato: una tradizione siciliana che dura da una vita

L’estate è entrata nella nostra quotidianità facendo sentire tutta la sua calura specialmente nelle ore centrali della giornata. Durante la pausa pranzo molti italiani decidono di acquistare un gelato per rinfrescare il corpo e la mente. La storia di questo prodotto, amato non solo nel nostro Paese, affonda le sue radici nell’antichità. 

Sorbetto al limone

Probabilmente in passato si faceva refrigerare la frutta, il latte e il miele e si realizzava una sorta di sorbetto super energico. Successivamente con la coltivazione della canna da zucchero, importata in Europa (in Sicilia e in Spagna) dagli arabi a partire dal IX secolo, si sperimentò il sorbetto, che veniva raffreddato attraverso il processo endotermico. I sorbetti erano una miscela a base di acqua, zucchero, erbe e spezie. 

A tal proposito l’intellettuale Ibn Ankal scrisse: “Lungo la spiaggia, nei dintorni di Palermo, cresce vigorosamente la canna di Persia e copre interamente il suolo; da essa il sugo si estrae per pressione”. 
Se in Sicilia si consumava questa particolare delizia, in Sardegna nasceva la carapigna ottenuta da una preparazione a base di acqua, zucchero e succo di limone.


L’origine italiana del gelato, notizia riconosciuta in tutto il mondo, rimonta al XVII secolo quando un cuoco siciliano di nome Francesco Procopio dei Coltelli riuscì a trovare la miscela tradizionale. Diversi furono gli esperimenti di perfezionamento fin quando al posto del miele egli utilizzò lo zucchero. 

Francesco Procopio dei Coltelli, cuoco siciliano


Cafè Procope, 1638, Parigi
Fu proprio grazie a questa scoperta che nel 1638 nacque il Cafè Procope, poi trasferito di fronte alla Comédie Française (teatro fondato nel 1680 da Molière), in cui si servivano differenti gusti e tipologie di gelato. In poco tempo questo locale divenne il caffè letterario più celebre in Europa frequentato, non solo da attori e attrici che frequentavano il teatro poco distante da lì, da personalità del calibro di Luigi VIV, Voltaire, George Sand, Balzac, Victor Hugo, Diderot, D’Alembert, Napoleone e molti altri. Seduti in un tavolo si poteva discutere di tematiche contemporanee assaporando acque gelate (le antenate delle granite), gelati alla frutta, fiori d’anice o di cannella, frangipane, gelato al succo di limone o d’arancia e il saporito sorbetto alla fragola. 


Bisogna attendere il 1884 per avere la prima rivendita commerciale in Italia: a Torino sorge la gelateria Pepino tutt’oggi attiva che portò per prima il gelato a un livello popolare raggiungendo anche la Casa Reale. Col tempo la tradizione, la fabbricazione e l’esportazione della cultura italiana del gelato vide protagonista il Veneto (la provincia di Belluno) all’estero. 
Oggigiorno esistono due tipologie di gelato - artigianale e industriale – differenti per preparazione e impiego di ingredienti. 


Brioche col tuppo trapanese

L’artigianale è fresco, prodotto dal rivenditore, e contiene una minor percentuale di grassi e aria. Perfetto da accompagnare a una brioche ‘col tuppo’ (come si usa in Sicilia) o a un cono (invenzione del 1903 di Italo Marchioni) e da gustare semplicemente in una coppetta. Questa tipologia ha un sapore nettamente superiore rispetto ai prodotti preconfezionati industriali. 

Italo Marchioni, inventore del cono gelato
Secondo uno studio recente, in Italia il gelato artigianale ricopre il 55% del mercato nazionale e asseconda anche le esigenze dei consumatori perché negli ultimi anni, a causa dell’aumento di allergie e intolleranze alimentari, sono nate le varietà vegetali senza glutine e lattosio. 

Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.