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"L’amante del prete" di Antonio Delitala: il racconto di un assassinio nella Sardegna del 1925

Siamo a Idumaiore e corre l’anno 1912. Giuanne Serra è schivo, un po’ prepotente; truce. Un ominazzu, senza moglie né altra famiglia. Sulla soglia dei sessant’anni, è chiamato su mere – il padrone – perché molto ricco. Proprietà, bestiame. Ha persino un caseificio. 
“Dritto come un fuso, sempre vestito di nero, con la camicia sempre candida e un cappello a falde larghe, lo si vedeva scrutare l’orizzonte verso altri pascoli lontani, che forse stimolavano la sua sete di latifondista”.
Ma la sua bella casa, casa ricca e grande, è buia. Rispecchia l’animo del proprietario.


Amalia Porrà è arrivata a Idumaiore per fare la maestra elementare. È bella, slanciata, formosa. Ventenne, nel fiore dei suoi anni, attira su di sé gli sguardi dell’intero paese. Anche su mere, il ricco Serra, la guarda. All’inizio la osserva da lontano, con interesse malcelato ma ancora acerbo; poi, però, se ne innamora perdutamente. La vorrebbe per sé, quella bella mestrina con il viso d’angelo. La sua triste vita gli appare ancora più vuota, da quando la bella Amalia è entrata a far parte, suo malgrado, della sua quotidianità. 
Vengono messi in mezzo il parroco del paese – del quale Serra è molto amico – e la famiglia di lei. Amalia non sa che fare. Da un lato vorrebbe rispondere negativamente, il suo cuore verde ha bisogno di carne giovane; da un altro lato Giuanne Serra risolverebbe tutti i suoi problemi economici e la miseria sarebbe solo un antico ricordo. 


È con questo animo che Amalia acconsente. Il sessantenne Serra e la ventenne Porrà convolano a nozze e, malgrado Amalia non lo ami e pensi a lui quasi con disgusto, circa nove mesi dopo le nozze, una bella bambina viene al mondo per suggellare un’unione basata su necessità e desideri diversi. Viene chiamata Vanda. 
Vengono al mondo altri due figli ma il rapporto fra i due, già incrinato profondamente, muore definitivamente. Amalia, giovane e bella, non si accontenta di quell’uomo truculento che ha quasi quarant’anni più di lei. Ha un amante giovane. Il paese parla, e Giuanne sa, in cuor suo, che gli ultimi due figli non portano il suo sangue. Solo dopo una prova definitiva, la sbatte fuori di casa con i due bambini che portano sì il suo cognome ma che non sono frutto del suo seme. 
Vanda però resta con lui. È la sua gioia, la sua pupilla. Ha solo lei, e su di lei concentra tutte le sue attenzioni, tutto il suo amore. Non la lascia sola nemmeno un attimo. Sa bene, Giuanne Serra, che ricchezza spesso è sinonimo di pericolo. Vanda deve stare bene, deve essere sempre al sicuro. Purtroppo non lo sarà a lungo.
Questo libro parla di quando, nel 1925, Vanda Serra venne rapita e uccisa a Idomaggiore. Racconta, grazie alle testimonianze di anziani del paese – gli atti ufficiali, racconta l’autore ne “Istruzioni per l’uso”, sono spariti tutti e la vicenda sopravvive solo nella memoria collettiva –, di quel violento assassinio. Di quella vita strappata. Della disperazione di Giuanne Serra, cui hanno strappato la ricchezza maggiore. Di intrighi e di menzogne. Di tradimenti. 
Racconta di quanto la gente possa covare invidia. Racconta della malvagità umana. Racconta di una dodicenne uccisa barbaramente.

Scheda del libro
Titolo: L'amante del prete
Autore: Antonio Delitala
Pagine:156
Editore: La biblioteca della Nuova Sardegna


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