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Milano Fashion Week: tra black friday e web star sfilano le collezioni uomo primavera - estate 2018


Tra il casual workwear e il formal sportswear, tra l'evoluzione del web e la rivoluzione dell'estetica metropolitana, l'uomo primavera estate 2018 riscopre la leggerezza, si lascia conquistare dal colore e dall'ironia, indossa completi a righe degagé e stampe a fiori con la disinvoltura di chi allo charme crede ma non troppo, abbina bermuda dal taglio sartoriale a camicie dai profili scomposti, è fedele alla classica tenuta da manager ma la vivacizza con bomber disegnati e giubotti di pelle colorata e scamosciata, sovverte l'ordine mettendo il maglioncino sotto la camicia. Con quell'humor un po' ribelle ma mai estremista di chi la fa e cerca di nasconderla, lui, strizza l'occhio ad uno styling furbo, che fa sembrare nuovo quello che in realtà attuale non è, e prende un po' dai guardaroba delle stagioni passate per dar vita ad un revival divertente, fresco, e concreto, tutto sommato di tendenza. Del resto, se è vero che la moda è lo specchio della società, in uno spaccato difficile dove le certezze si contano sulla dita di una mano, non stupisce un certo smarrimento anche nello stile che pur di base autenticamente chic, spesso cede a slanci di estro, contaminazioni etniche ed influenze di altre epoche un po' dubbie, creando un rewind che, seppur cosmopolita e adatto ad ogni gusto, lascia un po' a desiderare quanto a “effetto wow”. Nel ricordo di Carla Fendi, che si è spenta proprio la sera dello stesso giorno in cui il marchio ha sfilato per la moda maschile, mentre i riflettori puntano già su Parigi, a Milano è ora tempo di recensioni.




Zegna

La settimana (se così ci si ostenta ancora a chiamarla poiché il tutto si è ridotto a poco più che un week-end) si è aperta sulla scia di Pitti Uomo, con un Made in Italy che attira sempre più compratori stranieri ed i cui ricavi sono in aumento dell’1,2% secondo il rapporto del Sistema Moda Italia. Primo a sfilare, Ermenegildo Zegna, che per la prima collezione estiva di Alessandro Sartori in qualità di direttore artistico sceglie l'antico chiostro dell'Università Statale di Milano come teatro del soliloquio tra l'io dell'uomo e la sua proiezione sociale. Non è un caso allora la scelta della location. La dove esterno e interno si fondono in un unico spazio dalla quiete ineguagliabile, l'uomo contemporaneo risolve il contrasto tra fragilità interna e mascolinità esterna definendo un io scevro da costrizioni ideologiche, libero di esprimersi in tutta la sua irrequietudine o razionalità, che manifesta nel vestiario. Il titolo della collezione “Couture” va allora inteso nel suo significato più letterale, “cucitura”, perché la moda arriva la dove la psiche talvolta inciampa su stessa, sciogliendo il paradosso tra metafisica e realtà, così che rettitudine e virilità non si fronteggiano ma si prendono per mano. I tesuti sono freschi (sete, jersey, mohair, century cashmere, pelle traforata), i colori caldi. Pantaloni comodi dal piglio elegante cadono fluidi sotto bluse e cappotti dai tagli squadrati, mentre top modellati in ampi volumi prendono il posto delle classiche camicie. Le maglie sono moderne di derivazione atlethic's wear con girocolli ampi e cappucci oversize. Anche i giubotti sono sportivi, strutturati, dotati di ampie tasche multiuso e da indossare su canotte mutilayers. Il logo Triple Stitch è l'emblema della collezione e si ripete un po' ovunque, anche sugli accessori che sono estivi e lavorati, come le iconiche sneakers Tiziano con maxi-logo e pelle tessuta, sandali in eco pelliccia colorata, e cappellini monocromatici stile baseball. Tutt'altro mood da Diesel Black Gold, che fedel al suo DNA grunge e al denim anni '90, ripropone i must di quegli anni declinati in chiave boho indie-rock. Le camicie a quadri sono lunghe, si portano su jeans stretti o oversiz e dal lavaggio fumé alla Kurt Cobain, mai da sole ma in look costruiti strato su strato, che poi è la costante di tutto il defilé insieme ai bermuda da basket in tessuto tecnico, da portare su fuseax dello stesso tessuto o solo con le calze. Le giacche in pelle hanno le maniche corte e svasate, stile punk, si alternano a giubbotti di camoscio dai colori vivi ma cerulei. I pullover sono aderenti e classici, quasi da golfista, si portano sotto la camicia bianca mentre gli abiti della collezione donna sono lunghi e ricamati a filo colorato, da indossare sopra a lupetti girocollo dai colori prevalentemente scuri (blu, amaranto ecc…). I toni sono plumbei anche da Emporio Armani, per cui Giorgio affezionato al suo iconico blu navy, al nero, e al grigio, si ispira alla dicotomia oriente/occidente per realizzare una collezione strutturata, quasi architettonicamente, dall'eleganza sempre impeccabile. L'attenzione è ai capospalla, pezzo forte della nuova stagione. Con evidenti richiami zen disegna kimoni dalla consistenza solida ed il fit sagomato, da chiudere in vita con cinture leggere, bomber doppia cerniera dalle grafiche minimaliste e cappe montgomery con alamari a chiusura. I completi sono classici e aderenti, si portano con t-shirt in jersey dello stesso colore degradé, e il colore pieno si alterna in passerella con stampe gessate o a quadri appena percepibili. Punte di rosso vivo colorano: i pullover fantasia da indossare sotto giacche tradizionali e doppio petto, giubbe sportive corte e lunghe in tessuto tecnico, giacche di pelle con profili in rilievo e bomber di raso da indossare con camicie in print coordinato. I pantaloni sono lunghi e dritti o corti e vaporosi, mai aderenti e sempre molto fluidi, anche nei modelli workwear declinati in grigio e verde militare, dove righe e check si abbinano insieme e smorzano la densità di giacche in gabardine di cotone. Giovanili ma comunque formali le canottiere che danno un effetto casual rilassato ma sofisticato. Gli accessori sono maschili e tech: occhiali specchiati tondi o aviator, zaini di pelle modello sach, fasce, cappelli di paglia e anfibi effetto vissuto, questi ultimi in alternativa a derby semplici o fantasia. Fasce e canottiere fanno il loro ingresso anche nel guardaroba di Christian Pelizzari, che rielabora gli anni '70 in chiave glamour e scintillante abbinando pezzi vintage come mini shorts, bomber e maxi calzettoni a capi rock come gonne a tubo colorate e giubotti di jeans sfumato. Le bluse non rinunciano alle rouches nemmeno nella versione maschile, sono soffici, trasparenti, prediligono i colori pastello e sono dotate di ampi scolli anteriori. Le stampe floreali sono il leit motiv presente nei pantaloni, nei blazer dal taglio smoking, nelle giacche, nei pantaloncini e nei vestiti. Questi ultimi per la graziosità e le gonne ampie e a balza in raso di seta, ricordano le vesti leziose delle damigelle rococo'.Tessuti avveniristici e lavorazione sartoriale contraddistingiuono le creazioni P/E 2018 firmate Tom Notte e Bart Vandebosch per Les Hommes, che porta in scena figure dinamiche dall'identità vigorosa in puro stile urban dal graffio street. I bermuda, grande must di questa stagione, presenziano anche qui nella versione in pelle, ornati di micro borchie piatte circolari nelle quali si inseriscono sottili frange incrociate ad x. Si portano talvolta insieme a leggins sotto a canotte e t-shirt leather modello cestista, mentre i pantaloni baggy, tinta unita o con ricami metallici, accompagnano giubbini smanicati oversize e fresche bluse kimono anch'esse rigorosamente senza maniche. I completi sono in jacquard leopardato, chic e glamourosi. Le scarpe sono sneakers, comode, boysh, con grandi strappi in luogo delle stringhe. Spille da guancia e cinture lunghe a cui dare il giro più volte sono gli elementi hardcore di questa collezione. Decisamente più orientato al mondo dell'ufficio e ad un manager non troppo formale il parterre di Versace, che come Emporio punta sul rosso per accendere di energia look dalle silhouette classiche. Ecco allora pull over da indossare sotto completi gessati che interrompono il rigore delle righe solo per lasciare dare voce ai motivi ornamentali che hanno fatto la storia della griffe, la medusa, la cornice greca, i decori floreali simil capitello, e caratterizzano i bordi di abiti, giacche e camice dando al guardaroba un'impronta romantica e attuale. Le camicie sono decostruite e riassemblate in patchwork di stampe optical e colore, si portano sotto tubini smanicati, bomber jacket su pantaloni larghi e cascanti dai tasconi cargo, sotto i completi in principe di galles, come veste chemisiér con cintea fibbiata in vita (chiaramente la sfilata era uomo e donna). Anche le giacche in denim stone washed assumono forme nuove con gli inserti di tessuto leggero disegnato. La pelle non manca ed è elegante nei trench a quadri sagomati. Le rifiniture sono moderne e fatte per enfatizzare il gioco di volumi. L'uso di colori pastello da una freschezza inattesa e ricercata. Tra gli accessori spiccano i berretti a visiera e le pantofole con ricami di elementi regali. Marcelo Burlon si ispira all'avventurosità della filosofia surf e la reinterpreta in chiave urban dark. Stampe tropicali in bianco e nero si alternano a grafiche più concettuali nelle varianti del rosso e del blu, mentre il simbolo di County diventa un leit motiv irrinunciabile per le tute e le felpe. I pantaloni, rigorosamente baggy si abbinano a giacche leggere dai profili scivolati in tessuto tecnico per l'uomo, e t-shirt e felpette cropped rosee, nere e bianche per le donne. L'attitudine è sportiva ma da città, con particolare attenzione al tema del viaggio. Rosso è a tutti gli effetti il new black, per accendere con viglore look che altrimenti sarebbero già visti. Ed anche i bermuda sono una costante di queste passerelle che qui non mancano di fare la loro figura. Del resto il rosso è sempre stato un colore caro al designer a cui ricorda i tramonti della sua patagonia, ed anche i pantaloncini non sono mai mancati nelle passate collezioni, solo che oggi l'abbinamento è con parka, giubbe zippate e giacche di jeans in lavaggio bicolor. Sfilano infine le canotte e le t-shirt frutto della ultima collaborazione con Kappa e costumi da abbinare a bomber e vestaglie di raso con stampa Palm Springs nelle nuance degli aranci e in verde-azzurro. Tra gli accessori catturano l'attenzione in sandali platform zeppati constringhe che ricordano le corde da vela. Chiude la giornata di sabato 17 giugno Philipp Plein, che dopo aver detto addio alle passerelle milanesi archiviandole per New York, è tornato più forte e propositivo che mai con uno show che, fedele ai must come la pelle, il nero, il denim rockeggiante, i teschi e silhouette molto sensuali, propone una collezione decisamente rock and roll, dove il “roll” è dato dal brivido di correre su super car e moto all'inseguimento di amici e groupies altrettanto belli e dannati. La gang di bikers della notte indossa chiodi borchiati con lingue di fuoco fiammeggianti, bandiere, scacchi e palle da biliardo come toppe e t-shirt con tigri e cobra con le maniche arrotolate alla James Dean, di cu si copia anche l'iconica Malboro dietro l'orecchio. Meno bitter e più glitter per le donne che con micro top, bomber ruggenti, fuseaux brillantinati e chiome cotonate ricordano il glamour della Sandy post trasformazione in Grease.


Tra virtuosismi formali e smodata praticità Guillaume Meilland per Salvatore Ferragamo porta in scena una collezione dandy ma radical chic, dallo charme irresistibile e sobrio, proprio come il fascino delle icone a cui è ispirata Alain Delon e Marcello Mastroianni, e un approccio allo stile rilassato e vacanziero. La magia della riviera, dalla Francia all'Italia, pervade idealmente la passerella con profumi “en provance” e colori pastello che si stemperano sul blu del mare, usato per bermuda, trench e pantaloni. La ricercatezza dei materiali (velluto e spugna tra i più originali) è appannata dalla semplicità delle fantasie e dalla leggerezza delle consistenze. Cavallucci marini e coralli adornano vezzosamente bluse e camicie dalla sottigliezza inavvertibile da portare con bermuda mogano, grigio, bianco e beige e pantaloni dal fit comodo, aggiungendo talvolta cardigan dall'allure casual e giacche di pelle. Non mancano le classiche giacche in coordinato, o gessato da indossare su un look spezzato e i trench a linea netta dalle silhouette scivolate. Le borse in pelle misto canvas sono sacche multiforme dalla duttilità morbida mentre gli anfibi e le penny loafer sono brandizzati con il ferro di cavallo simbolo della maison in materiali bio come legno e corno. Una collezione eclettica come gli amici musicisti, editor, assistenti e designer per i quali ama disegnare, colloca Damir Doma in una nuova dimensione meno legata allo streetwear e a geometrie ripetute e più internazionale, aperta al nuovo, all'estraneo: un melting pot. Capi diversissimi tra loro si alternano in pedana portando alla vista look compositi dall'attualità risoluta. Camicie destrutturate talvolta chiuse da stringhe ampie e disordinatamente allacciate sfilano su pantaloni a righe spesse seconda pelle e con micro stampe appena accennate. Bermuda e jeans a palazzo, patchwork, dal denim in diversi lavaggi, stagliano sotto a giacche dalla simmetria visibilmente scompasta caratterizzate da stringhe intrecciate che come intarsi percorrono la parte anteriore per tutta l'altezza, creando un gioco di volumi dall' assonanza attraente. I bomber sulle micro stampe a chiazze o rappresentati i tasselli di un mosaico sono corti e con le maniche arricciate verso il fondo; si indossano su bluse dai profili verticali che cadono dritte sui pantaloni aderenti. Quelli in acetato accompagnano i jumper pants realizzati in collaborazione con lotto. Giacche da sera dissestate e rielaborate a nuova forma accompagnano pantaloni midi a gamba larga e fantasia a righe per la donna, e look spezzati fantasia o patchwork degradé per l'uomo. Non manca l'amalgama di stampe e tessuti, pettorine sopra le giubbe, jumpsuit paracadute da indossare con marsupi borsello da allacciare in vita come cinture. Uno stile articolato ma molto riconoscibile per una collezione per nulla scontata e adatta alle personalità più esigenti. Come un proiettore anni '30 Daks mette a fuoco le immagini della sua collezione, fotogrammi di modelli di un eleganza che fu e che ritorna nel presente, puntuale, impeccabile, dal gusto sartoriale. In francese si chiama savoir fair, in inglese si intende l'abilità di dire e fare sempre la cosa giusta al momento più opportuno, come un vero gentleman di altri tempi. E' scanzonato, sorride, l'uomo Daks P/E 2018 ha uno stile affascinante e retrò, come ricorda anche la palette di cromie seppiate in contrasto con il panna. Indossa pantaloni swinger fever, su misura e ampi dalla vita al ginocchio, maglioncini, gilet e giacche doppio petto, camice a bastonetti dai polsini ed il colletto bianco, bermuda con risvolto dalla gamba larga. Le cravatte sono in coordinato, i cappelli di paglia a tesa dritta, le t-shirt sottili e leggere bilanciano la corposità dei pantaloni. I giubbini di pelle sui toni del tabacco sono l'alternativa sportiva ai capispalla da completo. Derby stringate e alla caviglia e borsoni quadrati a mano in pelle invecchiata sono gli accessori vintage – chic che chiudono con charme un guardaroba a regola d'arte. Esotismi ed avventura da Etro, che ad ogni collezione prosegue il suo eterno viaggio alla scoperta o riscoperta di nuove frontiere dello stile. La dove il paisley si fonde con il madras e il richiamo di culture lontane è forte nelle stampe e nei decori dei jersey e dei cotoni, ai quali fanno da contrappunto giacconi in canvas militari hipster-chic, l'uomo Etro approda con incanto in una dimensione inesplorata, terrena, libertina, dalla sofistichezza rilassata. Più irruenti gli avventurieri di Dsquared2 che con un look surfista metropolitano che mixa silhouettes '50 a stampe hawaiane e felpe XL style sfondano il grigio industriale della Livelleria Bovisasca a colpi di colore, pallettes, fiori e pelle.


Fluidità e movimento sono le variabili per bilanciare un'equazione semplice ma piena di incognite che rendono tanto più vera l'uguaglianza quanto il lavoro e il tempo libero sono due costanti imprescindibili della vita. Così Corneliani raffigura un viaggio quotidiano che narra di città e deserti, luoghi consueti e spazi lontani ancora da visitare, e prende forma in abiti dal fit elegante e l'appeal sportivo. I colori naturali talvolta si accendono in nuances più accese, per un look metropolitano da utilizzare in situazioni anche più dimesse. Una vita intensa vissuta in movimento forma la consapevolezza dell'uomo d'affari contemporaneo, che si destreggia tra riunioni e tempo libero con charmante disinvoltura. Così TOD'S fa sua questa disinvoltura da uomo vissuto e permette di indossare la pelle consumata con eleganza tanto da farla sembrare un tessuto, di spaziare tra denim e canvas con rinnovata libertà, di indossare le sneaker ad un appuntamento di lavoro con leggrezza, ferma la garanzia di un prodotto made in Italy ergonomico e di tendenza.
D'altra parte, se qualcuno risponde alla crudeltà e agli integralismi del presente estraniandosi in un viaggio alla ricerca di un postulato estetico che cambia sempre forma, c'è anche chi preferisce evadere nella fantasia e dare voce ad iper uomini che, al pari dei supereroi dei fumetti, sono dotati dei super poteri adatti ad affrontare le insidie della quotidianità. Ecco allora che Miuccia Prada con una collezione tutta di nylon, camice dai colletti alzati, bluse e giacche zippate in tessuto tech ed il marsupio consacrato ad “accessorio glam” resuscita Daitan Tre dai mitici anni '70 catapultandolo in una Futuromania 2.1. Progresso e tradizione trovano la loro sintesi più cool nella pop couture di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. L'esercito di #Dgmillenials, rampolli e principesse di sangue o dei social, sfilano indossando completi e abiti dalle forme classiche e lo styling moderno, portando in scena la freschezza delle nuove generazioni che alla voglia di apparire affiancano spontaneità e cuore. Ecco allora che ad abitini corti e democraticamente chic si sovrappongono bomber oversize e stampati, mentre frasi intense dedicate all'amore più puro come "L'Amore è Bellezza" e "Sacro Amore" popolano t-shirt da abbinare con pantaloni baggy o da completo. Magia sartoriale e visionarismo si mescolano con ironia e avanguardismo tra carte sparpagliate, gherpardi che si rincorrono, e fiori che sbocciano su tessuti satinati o broccati, per un gioco di fusioni grafiche con sentimento italiano e un tocco di oriente.

Si ritorna con i piedi per terra da Silvia Venturini Fendi che con umorismo spontaneo e appena accennato reinterpreta i look maschili da ufficio per l'estate ventura. Il tema è il venerdì, quando la concentrazione è massima perché si vuole finire tutto con anticipo per poter uscire prima. Così, con la testa un po' dentro e un po' fuori, già a pensare all'aperitivo o all'imminente partenza vacanziera (anche solo per due giorni) il manager 2018 indossa coodi bermuda sotto giacche dalle linee tradizionali, completi in felpa e cravatte abbinate a sportive polo...già pronti per partire! Questo sartorialismo disinvolto e quasi goliardico piace anche a Giorgio Armani, che non rinuncia ai suoi completi dal classicismo imperturbabile ma gli attualizza decostruendone i profili. I cari grigio e greige si indossano in tuxedo dallo scintillio lamé, molto eleganti e contempornei. La tuta è protagonista in diverse nuances fredde dal blu al violetto, mentre un candido bianco optical nella versione di abito più essenziale chiude una passerella dalla pura essenza (sinonimo) Armani.
Sara Muzi

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