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The Fun Side of the Moon: l’intervista a Marcello Murru e Giovanni "Chicco" Fiabane

Rodolfo – Rudy – Moon è un allegro ragazzino di Tressicavi; è vivace, sì, ed è anche arguto. I suoi genitori, morti in un incidente, l’hanno lasciato orfano pochi mesi dopo la sua nascita e lui è cresciuto con la nonna Luigia – detta Igia – e con il nonno, un anziano signore super tecnologico e appassionato di elettronica; lui però – in virtù dell’affetto che l’uomo ha sempre destinato a quel bambino allegro e brioso – l’ha sempre chiamato babbo.


Il nonno ha un televisore ma Rudy sa che non è un televisore normale, di quelli che le persone usano per guardare i programmi tv preferiti senza che la visione venga disturbata da qualsivoglia strano evento. Lui sa che dietro quell’apparecchio grande e inconsueto si nasconde un segreto, un mistero. D’altronde ci ha visto due meduse, un giorno che cercava le “prove tecniche di trasmissione”. Meduse, capito? Colorate. Che muovevano dei tentacoli. Una aveva una blatta e se la appoggiava sulla testa. Però, quando racconta questa storia ai suoi amici, essi lo scherniscono, si prendono gioco di lui, ridono e pensano sia uno scherzo, una bugia. 
È il 10 di agosto del 1980 quando accade, però, qualcosa di estremamente strampalato. 
“Il tutto durò forse tre secondi, e oggi non saprei dire quanti furono testimoni dell’evento; di certo fu lo spettacolo più emozionante al quale assistemmo nella nostra fanciullezza, e sicuramente per molti dei miei amici nella loro vita: il cielo fu improvvisamente puntellato di stelle cadenti. Non solo una parte del cielo, ma proprio tutto il firmamento.”


Inizia così uno dei libri più bizzarri che abbia mai letto. Con battute pronte, espressioni vivaci e spiritose e acronimi che formano parole particolari, Giovanni Fiabane e Marcello Murru mettono insieme una storia fantasiosa che ha dell’irreale. Sempre pronti al motteggio, prendono il mondo e lo capovolgono, lo stravolgono, ne convertono regole e leggi. 
Come set dell’intera vicenda, scelgono niente po’ po’ di meno che la Via Lattea nella quale distribuiscono i personaggi: bislacche meduse, pianeti particolari, persone che sono una e tre nello stesso tempo... 
“Provate a immaginare il pianeta Terra come all’immenso set di un reality show, dove l’Essere Umano vive ignaro la propria esistenza e dove tutto ciò che nei secoli si è succeduto è stato solo il risultato di un’operazione studiata a tavolino da alcune emittenti olovisive del Nucleo della Via Lattea, che mirano ad avere sempre più audience nel palinsesti galattici” - si trova scritto nel libro. 
Questo basterebbe, da solo, ad accendere l’attenzione, a stimolare la curiosità. 
Con comicità disarmante, Marcello e Giovanni si divertono a mettere nero su bianco una vicenda densa di colpi di scena; si tratta di humor secco, di sagace e fine prontezza. 
Abbiamo le emittenti televisive MediaT.E.T.T.E. (Trust Emittenti Telegalattiche Totalmente Emancipate) e A.L.T.R.I. (Associazione Lattea Telemittenti Radiovisive Intergalattiche).
Abbiamo Gianperdin Melanzo, Pomano Crodi, Bernasconius, Gian Clo e Vandam (tre persone e una insieme), Vruno Bespa, Taddeo Senzi, Dulcex e Gabbànix. Abbiamo computer compulsivi, astronavi e comandi particolari che innescano strane reazioni. 
A far sorridere, ogni tanto si trovano, nel pieno della narrazione del romanzo, due personaggi marginali: Marcello e Chicco – nome con cui gli amici chiamano Fiabane – mentre l’intera galassia è in fermento, fumano canne e bevono alla grande; ogni tanto potrebbero persino accorgersi del trambusto, delle astronavi e delle luci e delle fughe e degli alieni... peccato siano strafatti. 
Bizzarro e valido, divertente e brioso.
Proprio mentre ci si domanda come sia nato “The Fun Side of the Moon”, quale sia stata la scintilla che ha innescato la fantasia dei due scrittori, si arriva alla fine...
"Stai scrivendo in questo periodo? Volevo proporti una cosa...» continuò Chicco. […] «Perché stanotte ho fatto un sogno, una cosa strana sai: ho sognato una pioggia di stelle cadenti, solo che non erano stelle cadenti. Erano dei nanosomi alieni che s’impiantavano nella corteccia cerebrale delle persone e ne prendevano il controllo a livello subliminale. Nel sogno io ero cosciente di tutto questo, e sapevo anche che nella faccia nascosta della Luna si trovava un enorme trasmettitore e una regia televisiva aliena, e tutti gli abitanti della Terra erano come ignari protagonisti di un reality show di livello intergalattico, che aveva il solo scopo di divertire masse di alieni da altri mondi. […] Perché non mettiamo su una storia"?

I due autori

Marcello, Giovanni, quando avete iniziato a scrivere?
Chicco - Scrivere per me è sempre stato un atto naturale. Scrivere per raccontare le storie che mi sarebbe piaciuto leggere, invece, è iniziato in età avanzata, circa tredici anni fa (quando ne avevo trentotto) e, da lettore compulsivo (fin dalla tenera età), per me non è stato facile dal momento che tutto quello che scrivevo non soddisfaceva mai le mie aspettative. In effetti ancora adesso è così, ma me ne faccio una ragione. 
Questa era la risposta lunga, quella breve è: da quando avevo sei anni.
Marcello – In maniera seria (ma non troppo), da circa 10 anni, ancor prima di conoscere, il “compagno di merengue” Chicco con il quale è nata una solida amicizia, che ci ha portato a condividere tante passioni, tra cui il cinema, la musica, leggere, scrivere e... i distillati.

Potreste parlarci del progetto Pettirosso Editore?
Chicco e Marcello - La Pettirosso Editore è un progetto che nacque sulle ceneri di una casa editrice che ormai languiva inerte da diversi anni. Fu davanti a un’ottima pizza e a una pinta di rossa che io, Claudio Moica e Sergio Onnis, decidemmo di ridarle nuova vita e di imbarcarci in questa avventura, senza montarci la testa ma con tanta voglia di fare qualcosa di alternativo. La Pettirosso è una piccola azienda composta da poche persone appassionate e con tanta esperienza da mettere a disposizione degli autori che decidiamo (e che decidono) di pubblicare. Dallo scorso anno anche Marcello è entrato a far parte della nostra piccola realtà e, dall’arrampicatore sociale qual è, ne è diventato subito Presidente (per chi tendesse a prendermi sul serio, questa era una battuta). Siamo una casa editrice indipendente (nel vero senso della parola, dal momento che non usufruiamo di nessun contributo regionale o simile), apolitica, areligiosa, anche se non astemia. Insomma, siamo proprio come il pettirosso, piccoli ma “cazzuti”.

Come è nato TFSOTM? È andata come avete descritto?
Chicco e Marcello - Esattamente così, quella parte del libro riprende proprio il momento in cui abbiamo deciso di scrivere quella storia in quel modo. A chi ancora non lo avesse letto, non rimane che comprare il libro per sapere com’è andata quella volta.

In quanto tempo il libro ha visto la luce?
Chicco e Marcello - Tra alti e bassi, circa due anni… crediamo, dal momento che le dilatazioni spazio tempo, generalmente, tendono a creare confusione nelle nostre sinapsi.

È stato difficile scrivere a quattro mani?
Chicco - Insomma, la difficoltà maggiore l’abbiamo trovata nell’usare quattro penne e un solo foglio. Anche al PC abbiamo trovato difficoltà, la tastiera non era abbastanza spaziosa e spesso la finivamo a schiaffoni sul dorso delle mani. Poi ci siamo organizzati. Adesso facciamo a turno, uno detta e l’altro scrive e, devo ammettere, va molto meglio. Vista l’affinità che ci lega, cominciamo e sospettare di essere un Bino (l’Uno potrebbe essere Claudio Moica) ma preferiamo non approfondire. Avere la conferma di far parte di un nuovo format olotelevisivo intergalattico credo non gioverebbe alla nostra già precaria sanità mentale.
Marcello – Come sempre, se non cazzeggia non è contento; tocca a me fare il serio ora: diciamo che è stata una questione di fortuna, ci abbiamo provato con il nostro primo romanzo “Protocollo RS33” e durante la stesura dei primi capitoli ci siamo resi conto di avere uno stile molto simile. Scriviamo comunque separatamente scambiandoci ripetutamente gli argomenti per dare omogeneità. Poi rileggiamo, integriamo e, perché no, ci beviamo su. 

Quali sono in vostri riferimenti?
Chicco - Presumo letterari, quindi risponderò in questo senso (a primo acchito mi era venuto in mente Rocco Siffredi). Personalmente credo di non riuscire a rispondere in maniera chiara e concisa, dal momento che sono tantissimi. Ne scelgo tre, riferiti alla fantascienza: Jules Verne, Fredric Brown, Arthur C. Clarke, Isaac Asimov, Richard Matheson… ah è vero, avevo detto solo tre!
Marcello – Diciamo che i miei riferimenti letterari, o meglio cosa mi piace leggere, sono relativi al genere noir prima di tutto anche se leggo indifferentemente svariati generi: anche se spesso mi fido del mio istinto; poi riferimenti, o meglio, influenze e ispirazioni, le trovo molto nella musica e nel cinema.

È la prima volta che vi cimentate in qualcosa di così innovativo?
Chicco - Per me credo di no. Probabilmente lo fu anche “Il vello d’oro”. Un romanzo, di indirizzo esoterico/fantasy, che lessero in cinque e capirono in due (dei quali uno ero io). Nonostante fosse un romanzo di formazione, con tante lacune dovute al fatto che lo scrissi probabilmente con troppo trasporto (e il mio editor del tempo dopo si diede poi all’alcolismo), la reputo ancora una buona storia. Tra l’altro ho finito anche un seguito della stessa, ma non so se vedrà mai le stampe, l’ho scritta più che altro per me stesso.
Marcello – Trovo TFSOTM innovativo perché abbiamo scritto una storia che alla fine è venuta fuori proprio come volevamo e divertendoci; l’altro aspetto innovativo, vorrei lo scoprissero i lettori mentre leggono, ci auguriamo, il nostro libro.

C’è qualcosa che bolle in pentola?
Chicco - C’è sempre qualcosa che bolle in pentola, dal momento che la nostra fame di storie pare inestinguibile.
Marcello – Abbiamo messo le basi per un’altra storia da scrivere insieme, per la prima volta, ambientata in Sardegna, ma non aggiungiamo altro.

Una frase da dedicare ai lettori?
Chicco - “Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia” (Amleto: atto I, scena V).
Marcello – Il caos è un ordine da decifrare (Saramago).




Scheda del libro
Titolo: The fun side of the moon
Autori: Giovanni Luigi Francesco Fiabane e Marcello Murru
Editore: Il Pettirosso
Anno: 2017
Pagine: 328


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