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Camera 18: un percorso di vita per la vita

Questo libro non è solo la storia di un ragazzo prematuramente scomparso a causa di un tumore, un linfoma, ma è un vero e proprio inno alla vita. Il libro scritto da Piera Radicello, la mamma di Luca, sembra essere scritto in realtà dal figlio che racconta la sua vita. 
Il titolo Camera 18 rievoca il numero della stanza in cui Luca era ricoverato durante la sua lunga degenza in ospedale nel reparto di ematologia e dove ha vissuto i suoi ultimi giorni di vita, sempre con la speranza di guarire, di sconfiggere il male che lo stava divorando.


Man mano che si approfondisce la lettura del libro, si scopre com'era in realtà questo ragazzo, un futuro brillante psicologo. Da bambino sicuramente un po’ vivace e discolo ma crescendo sempre più capace di mettersi nei panni degli altri, di aiutarli anche quando era lui ad averne più bisogno. Una persona che si accinge a leggere questo libro può pensare che si troverà a leggere un libro triste in cui la morte sempre presente, invece la storia profuma di vita. Luca non era spinto solo dall’amore per gli altri, sapeva amare anche le piccole cose della vita, che spesso ci sfuggono di mano.
Fondamentale è il concetto di tempo, soprattutto per chi si trova ricoverato in ospedale. Il tempo era fondamentale per Luca, secondo lui tutti noi non dovremmo sprecarlo. Da qui anche l’idea di creare degli orologi per i ricoverati in modo che non perdano mai la cognizione del tempo.
In queste pagine ci sono molte testimonianze di amicizia, molti amici di Luca hanno scritto alcune righe per ricordarlo e questo mostra l'importanza della loro vicinanza. Non mancano foto della vita di Luca, da quando era un bambino fino alla fine. 



Camera 18 è una sorta di biografia di questo ragazzo che tocca le corde di chi lo legge e dà molti spunti su cui riflettere: l’importanza della vita, dell’amore, dell’amicizia e delle piccole cose di ogni giorno, il tempo, sempre prezioso, che sembra scivolare via inesorabilmente senza poterlo fermare. 
Il tempo deve diventare la cosa più preziosa che hai. Non va sprecato mai, in nessun momento”: così raccomandava Luca. Non smettere mai di sognare e fare progetti, questo è un altro insegnamento che ci trasmette il libro, anche se siamo malati, mai smettere di sperare in una vita migliore
Luca ha lasciato dei consigli per tutti: nella vita lottate e non datevi mai per vinti; il tempo è prezioso, quindi usatelo per voi e per gli altri, siate felici e amate gli altri; non dovete avere nessuna paura; non viaggiate su strade sbagliate ma andate controcorrente per un mondo migliore e infine non dimenticatevi mai di sognare e se fate questo, sarete uomini e donne vincenti. 
Questo è quanto ci lascia Luca, valori importanti che tutt'oggi vivono nell’associazione voluta da Luca e creata dai suoi genitori, Piera e Lorenzo, “Luca... per non perdersi nel tempo” a sostegno della ricerca contro i linfomi del Policlinico San Matteo di Pavia.

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