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Ciclo mestruale e alterazione delle capacità cognitive: smentita qualsiasi correlazione

Uno studio condotto all’Università di Zurigo smentisce uno dei luoghi comuni più sciocchi e infondati sul ciclo mestruale; stiamo parlando di quello che vuole le donne un po’ meno reattive, cognitivamente parlando, in quei giorni lì. Che per quanto riguarda le donne sbuchino spesso superstizioni che non stanno né in cielo né in terra, lo sappiamo tutti; siamo altresì tutti grati alla scienza quando dà una grossa spinta a queste credenze sciocche, facendole cadere dal piedistallo delle certezze. 


Pare che il ciclo non renda le donne meno lucide – e non vedo perché dovrebbero rimbambirsi – e che le loro funzioni cerebrali siano le stesse degli altri giorni, i giorni considerati “normali”. Lo dicono i ricercatori, mica io – anche se, in quanto donna, posso testimoniare che insieme al sangue non si perda certo il cervello, me ne sarei accorta. 


Brigitte Leeners – ricercatrice a capo dello studio – ha analizzato, supportata da numerosi colleghi, tre aspetti delle prestazioni cognitive: memoria di lavoro (permette di tenere a mente un’informazione il tempo necessario a eseguirla), bias cognitivi (errori di valutazione legati a pregiudizi nell’interpretazione) e capacità di suddividere la concentrazione in due azioni contemporaneamente. I livelli di estrogeno non hanno influito in nessuno dei tre aspetti in modo continuativo. Le analisi hanno considerato due cicli consecutivi. Ergo, non c’è correlazione. 

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