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Il crollo della palazzina di Torre Annunziata: si indaga per disastro e omicidio plurimo colposo

Grande disperazione a Torre Annunziata, comune in provincia di Napoli, dove alle 6.20 circa del 7 luglio è crollata una palazzina di quattro piani (costruita negli anni Cinquanta) che si affaccia sulla strada ferrata della linea ferroviaria che congiunge Napoli con Salerno; il sindaco Vincenzo Ascione ha dichiarato che la struttura era stata soggetta a lavori di ristrutturazione.



Incessante il lavoro dei vigili del fuoco e degli ottanta pompieri che per tutta la notte dell’8 luglio hanno scavato in via Rampa Nunziante, calandosi tra i resti dell’edificio nel tentativo di ritrovare i dispersi: in definitiva otto le vittime, tra le quali vi sono anche due bambini di 8 e 11 anni, Salvatore e Francesca Guida, figli dei coniugi che abitavano al terzo piano dell’edificio.

"Non abbiamo mai perso la speranza. Mai, mai, mai. L'ottimismo e la positività sono alla base del nostro lavoro. Anche negli ultimi istanti, quando mancava solo Salvatore, il piccolo di otto anni, eravamo speranzosi e ottimisti di poterlo trovare vivo, e questo ci ha portato a lavorare alacremente con tutte le nostre forze, malgrado fossimo stremati da 24 ore di lavoro": questa la dichiarazione del comandante provinciale dei vigili del fuoco, Emanuele Franculli.
Crollati dunque il terzo e il quarto piano della palazzina, gli unici abitati, in quanto i primi due erano soggetti ai lavori di ristrutturazione menzionati dal sindaco Ascione.
“Era un palazzo messo male”  ha aggiunto il sindaco – “Mi dispiace che un tecnico del Comune non abbia potuto accorgersi della situazione, perché avrebbe dovuto esserci qualche segnale". E ancora: "Stiamo valutando l'eventualità di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Attendiamo gli esiti di autopsie e indagini". Il sindaco, profondamente scosso, preferisce attendere i risvolti giudiziari senza polemizzare.


È intervenuto anche don Ciro Cozzolino, parroco della chiesa della SS. Trinità, sottolineando di non voler escludere la possibilità di costituire una commissione parrocchiale o cittadina a sostegno delle attività dell’ufficio tecnico comunale. A suo dire “questa tragedia, forse, si poteva evitare”.
I magistrati indagano per disastro e omicidio plurimo colposo. Il pm della Procura di Torre Annunziata, Andreana Ambrosino, ha confermato che nessuna pista verrà esclusa. Rimangono varie ipotesi sul cedimento strutturale della palazzina e gli inquirenti si sono concentrati in particolar modo sui lavori effettuati ai primi due piani dell'immobile, ai quali aveva già prestato attenzione l'ex sindaco Giosuè Starita.
La rampa rimarrà chiusa fino almeno alla fine della prossima settimana. Ancora evacuate 16 famiglie del palazzo adiacente a quello crollato, assieme ad altre due che abitavano nella parte della palazzina rimasta intatta. 
Per quanto riguarda invece la linea ferroviaria secondaria Napoli-Salerno, essa è ancora interrotta: i binari vanno liberati da macerie, mobili e materiali caduti dopo il crollo o gettati durante le operazioni di soccorso.
I tecnici e i vigili del fuoco sono impegnati a valutare anche dove e in che maniera smaltire le macerie, in gran parte già accumulate nel canalone dove passa la linea ferrata e smaltite successivamente da ditte specializzate.
Vincenzo De Luca, presidente della giunta regionale, si è recato a Castellammare di Stabia, prima all'ospedale e poi al cimitero, incontrando i familiari delle vittime del crollo e portando loro solidarietà e vicinanza, per non lasciare soli “quanti hanno perduto tutto”.
Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, ha ugualmente espresso "profondo cordoglio" per le vittime del crollo, fra le quali vi è anche Edy Laiola, dirigente provinciale e regionale della FLC CGIL, delegata dalla segreteria per i rapporti con l'ambito territoriale di Napoli.

Davide Cerrato

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