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La versione di Ivan Andrucci: il PD, la Sinistra e il Paese

Della sinistra italiana si è sempre detto che esiste una netta differenza tra i dirigenti e gli elettori. Il grido di Nanni Moretti in Piazza Navona, per dire che con quegli esponenti non avrebbero vinto mai, è una scena indelebile per il “popolo rosso”. Daniele Luttazzi parlava di "elettori già al traguardo che stavano aspettando i leader". Ma stiamo parlando di più di dieci anni fa. 
Oggi, con un Partito Democratico nettamente cambiato ed un’eterna moltiplicazione delle sigle della sinistra, è interessante sapere cosa pensa la base. Se si ascolta un qualunque esponente democratico in tv, si potrà notare come nel repertorio delle ultime settimane non manchi mai il vanto di essere l’unico partito a discutere al proprio interno. Il problema è che a parlare sono sempre i soliti: Richetti, Fiano, Carbone, Esposito – solo per citarne alcuni. Trovo, però, che sia molto utile – oltre che interessante – sapere cosa pensa realmente la base di come si stanno mettendo le cose nel Partito e nel campo del centrosinistra. Per questo, ho chiesto a Ivan Andrucci, assessore con deleghe per l’ambiente e il territorio e i lavori pubblici del comune di Bareggio (MI), se fosse disponibile a rispondere ad alcune domande. 



Lei è un militante locale del Partito Democratico e per oltre tre anni ne è stato il segretario: guardando la situazione del PD, e più in generale del centrosinistra, come la giudica?
Le cose son cambiate più negli ultimi 2/3 anni che nei 10 precedenti. Sinceramente mi risulta molto difficile decifrare la situazione, ma la sensazione è di assistere ad una fase purtroppo già vissuta in passato, dove prevalgono le divisioni nel campo progressista, con tutte le conseguenze per il Paese. Anche elettorali.

Non è mai stato renziano. Quando ho appreso della scissione che ha portato alla formazione di "Articolo 1 - MDP", mi sono chiesto se le fosse balenata in testa l'idea di seguire Bersani, Speranza, D'Alema, Rossi e gli altri.
Sinceramente no: prima di tutto perché la base non l'ha ben capita... Una scissione politica, per quelli che sono i miei canoni culturali, avrebbe dovuto richiedere ben altri motivi e tempi. Invece si è consumato tutto in un weekend sconclusionato alla "Emiliano" di quella famosa direzione nazionale, dove a livello mediatico è emersa la voglia di contarsi. Sia chiaro, li capisco, ma non ho condiviso il metodo. In ogni caso, ho fatto una scelta di responsabilità: essendo Assessore in quota PD nell' attuale amministrazione di Bareggio, ho ritenuto opportuno concludere il mio mandato senza compromettere la stabilità della Giunta. Non sono per quelli che prendono i voti, vengono eletti in quel partito e poi cambiano "cappellino" sfruttando quei voti. Se fossi andato in Articolo 1 mi sarei dovuto dimettere e andare a casa.

Prima di loro c'erano già stati altri due abbandoni piuttosto importanti: prima Civati, che ha fondato 'Possibile', e poi 'Sinistra Italiana'. Cos’ha pensato? Avrebbe mai immaginato che si trattasse solo dell'inizio di una lunga serie di addii?
L'ho immaginato sì, ma continuo ad essere perplesso sul metodo. Ognuno se ne va col suo simbolo ed oggi abbiamo circa 7/8 nomi/liste di sinistra. La gente ci capisce? Oppure pensa che col proporzionale tutti vogliono contare, che in passato ha voluto dire mettere veti su questo e quello…

All'assemblea dei circoli del 2009 riscosse molto successo l'intervento di Debora Serracchiani, allora sconosciuta militante friulana ed oggi membro del gruppo dirigente e presidente della Regione. Il passaggio chiave del suo discorso fu questo: "La mia sensazione è che l'appartenenza al nuovo partito sia stata sentita molto più dalla base che non dai dirigenti". Era effettivamente così? E oggi lo è ancora o è cambiata la situazione?
Oggi chiederei a Debora la stessa cosa e sarei curioso di sentire cosa mi risponde.



Renzi aveva detto che in caso di sconfitta al referendum si sarebbe ritirato dalla politica. E invece si è ricandidato alle primarie. Ci si può fidare di un bugiardo seriale come lui? 
Direi piuttosto che Renzi ha fatto degli errori e ha detto di averli fatti. Nutro qualche perplessità sul fatto se li abbia capiti veramente.

Lei, a mio avviso, ha una visione della politica diametralmente opposta a quella del suo segretario. Cos'ha pensato quando, nell'estate del 2015, sono uscite le intercettazioni in cui Renzi definiva Letta un incapace, non abbastanza cattivo e complottava ai suoi danni per prenderne il posto?
Le intercettazioni vanno prese con le pinze, soprattutto quelle che pubblicano i giornali. Ma la modalità dello "stai sereno" mi portò a fare un comunicato nel quale si esprimeva solidarietà a Enrico Letta.

Chi ha votato alle ultime primarie?
Orlando.

Ma davvero, come ha detto Bersani, il PD con Renzi va a sbattere contro un muro?
Il PD ora ha un vicesegretario, Martina, che hanno voluto gli elettori delle primarie per evitare che si vada a sbattere. Spero che riesca nell'impresa.

È vero secondo lei che il PD si è trasformato nel "PdR", il Partito di Renzi?
Come già detto, le cose son cambiate più negli ultimi 2/3 anni che nei 10 precedenti. 

Una cosa che ho pensato, e che reputo piuttosto innegabile, è che l'atteggiamento mediatico del PD sia molto simile a quello del PdL ai tempi d'oro: fedelissimi e giornalisti presenti in tv a tutte le ore del giorno pronti a difendere sempre a spada tratta il leader. Anche secondo lei è così o è una cosa che non esiste?
In politica tutti indistintamente si parano il culo. La differenza la fa l'onestà intellettuale delle persone.

Parliamo dell'inchiesta Consip: che idea si è fatto? Non pensa che sia un fardello piuttosto pesante che potrebbe compromettere l'esito delle prossime elezioni? 
Direi che il fardello pesante è la non sufficiente mancanza di risposte per riportare la qualità di vita degli italiani ad un livello almeno simile agli altri paesi europei, a cominciare dal livello di tassazione, gli stipendi, il potere di acquisto, la sanità.

La mozione di sfiducia al ministro Lotti è stata respinta con i voti di Forza Italia. Il giorno dopo, Minzolini è stato salvato con i voti del PD. Prove d'intesa per la prossima legislatura?
Secondo me non sono prove di intesa ma frutto di una situazione attuale. Le prove di intesa vere dovrebbero dipendere dai programmi, ma purtroppo dipendono in prevalenza dalla legge elettorale.


Ma se nella prossima legislatura PD e Forza Italia dovessero andare davvero insieme, lei che fa? Se ne va o resta? Insomma: cosa deve fare il PD per convincerla ad andarsene?
Questa sarebbe la situazione per cui il PD diventa alternativo a me.

Alle prossime elezioni il PD può permettersi di andare da solo o deve far parte di una coalizione di centrosinistra?
Mi spiace ripetermi, ma dipende dalla legge elettorale e comunque causa tripolarismo: nessuno governa se va da solo.

Chi vorrebbe come candidato premier?
Son domande da libro delle favole... Sinceramente? Non lo so. Potrei fare una battuta: Tabacci!

Il ritorno in campo di uno come D'Alema, secondo lei, è un bene o sarebbe meglio che si ritirasse una volta per tutte?
Non devo dire io cosa dovrebbe fare D’Alema. D’Alema dipende da chi lo ascolta...

Pisapia può essere il Sanders italiano?
A livello di collocazione politica sì; a livello di potenziale no, ma non vedo alternative ad oggi.

Da avversario, chi vorrebbe alla guida del centrodestra: Berlusconi, Meloni o Salvini?
Meloni.

E del Movimento 5 Stelle?
Lo decideranno online!

Di recente è scomparso il professor Rodotà. Ci pensa ogni tanto che sarebbe potuto diventare il nostro Presidente della Repubblica?
Certo, uomini così non ne nascono più.

Quando penso a questa legislatura, mi tornano in mente i giorni dell'incarico a Bersani e dell'elezione del Capo dello Stato. A lei cosa viene in mente? 
Che il M5S ha congelato i suoi milioni di voti, buttando al vento la possibilità di diventare credibile e più responsabile di quanto ancora oggi non lo sia, evitando di consegnare al Paese uno dei migliori Presidenti del Consiglio che potevamo avere in Italia. Sul Capo dello Stato, credo nella psicosomatica: purtroppo Bersani poco dopo ebbe quel grave malore.

Cosa direbbe a Renzi se vi trovaste faccia a faccia?
Vorrei tanto sperare che tu abbia ragione... Vedremo...

E a Gentiloni?
Stai facendo il massimo per quello che ti è concesso.


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