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L'alimentazione delle popolazioni desertiche

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Molte popolazioni nomadi (Berberi, Beja, Aborigeni) vivono nei deserti transitando periodicamente in posti in cui riescono a reperire acqua e cibo. Il loro stile di vita li espone a diversi pericoli: quello di disidratazione per le alte temperature, la difficoltà a raggiungere un adeguato approvvigionamento idrico e le roventi temperature della sabbia. I nomadi dei deserti hanno una conoscenza capillare del territorio specie per ciò che concerne le oasi e i pozzi da cui rifornirsi di acqua. L’acqua un tempo veniva trasportata con mezzi di fortuna come zucche scavate e debitamente essiccate. 


I nomadi sono principalmente allevatori, indi per cui le carni costituiscono la loro principale fonte di sostentamento: carni di cammello, dromedario, ovini e nel deserto del Gobi cavalli e asini. Il bestiame veniva altresì utilizzato come merce di scambio per acquistare altri cibi. 


Altri alimenti caratteristici dell’alimentazione nomade sono il latte degli animali allevati ed i formaggi che ne vengono prodotti nonché i cereali (miglio o riso). I nomadi praticano l’agricoltura nelle oasi, aree verdi presenti in mezzo al deserto dove vengono coltivati ortaggi e dove si piantano alberi da frutto. Occasionalmente i nomadi mangiano anche coleotteri, ragni e scorpioni, rigorosamente dopo averli privati delle parti velenose. Oltre all’acqua viene bevuto anche il tè (specie nel deserto del Gobi) e quello aromatizzato alla menta viene consumato soprattutto dai berberi del Marocco. In Algeria, Tunisia e Libia è comune bere il caffè, usanza diffusa anche nella penisola arabica. 

Dott.ssa Daiana Rizzo (Biologa nutrizionista)

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