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Poker online, accordo sulla liquidità condivisa

Viene annunciata l’anno scorso una riunione tra quattro Paesi dell'UE per discutere a proposito di quella che nell’ambito viene definita “liquidità condivisa”. Così, il 20 aprile del 2016, presso l'aula "Gabriele De Rosa" dell'Università di Salerno, si è tenuto il congresso “Gioco online: problemi, opportunità e strategie future", presieduto da Italia, Francia, Spagna e Portogallo e avente come ospiti: il prof. Francesco Fasolino, vice presidente osservatorio internazionale del gioco; la dottoressa Daria Petralia, dirigente responsabile ADM per il gioco a distanza; il dottor Danilo Bottone e la dottoressa Claudia Leoni, funzionari agenzie delle dogane e dei monopoli.



Durante il convegno la dott.ssa Petralia ha riferito delle importantissime parole che hanno aperto nuovi orizzonti a tutti gli appassionati di poker: “Abbiamo nel controllo il nostro punto di forza, in quanto terremo sotto controllo sia l’età degli eventuali nuovi giocatori, così come dei vecchi, sia ogni operazione che verrà tracciata. Tra i Paesi membri dell’Unione Europea ci sentiamo quasi dei pionieri, visto che siamo tra i primi ad aver portato il gioco online”.
Il mercato del poker in Italia è notevolmente cresciuto negli ultimi anni e, anche se la normativa sta per concretizzarsi solo ora, il livello di salvaguardia dei dati personali e della sicurezza in generale è abbastanza buono; il motivo è da attribuire principalmente a un buon grado di conoscenza, da parte delle community di professionisti del settore, dei migliori e dei più sicuri siti poker sulla piazza.
Al contrario, la situazioni nel resto d’Europa non è delle più rosee. Da poco sono state fatte delle stime di mercato del poker europeo che ha evidenziato un lento declino nella qualità dei servizi. Non a caso si nota che:
- in Francia esistono solo sette piattaforme con regolare licenza nazionale e sono Bwin, Betclic, PartyPoker, PMU, PokerStars, Unibet e Winamax;
- in Spagna, solo otto hanno la licenza per il poker online tra cui 888poker, Pokerstars, Betfair, Cirsa e Hillside;

- in Portogallo ancora non si hanno delle stime precise in quanto il mercato è ancora giovane e solo due piattaforme hanno una regolare licenza: Pokerstars e Betclic.

I cambiamenti che verranno apportati dalla liquidità condivisa, quindi, sono stati chiaramente espressi nei recenti comunicati (6 luglio 2017) dell'AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) come un tentativo di unire le forze per contrastare l’avanzata delle illegalità che sovrastano le room di mezzo continente.

L’accordo firmato dai Paesi coinvolti mira, infatti, a incrementare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le Autorità al fine di combattere il “mercato nero” e le frodi, garantendo la protezione dei giocatori e il rispetto delle disposizioni in materia di antiriciclaggio.
L'obiettivo principale, dunque, è quello di estirpare le violazioni sempre più frequenti nei siti di gioco online; nello specifico, la direzione del provvedimento prevede di adescare i cosiddetti multi-accounter, ovvero, individui che utilizzano più identità su un’unica piattaforma di gioco.
Per chi non dovesse masticare il “linguaggio del poker”, tale operazione è praticata con lo scopo di rilevare un vantaggio sugli altri concorrenti nel momento in cui, più account del medesimo utente, dovessero presidiare sullo stesso tavolo.
Eppure, esaminando le varie sfaccettature dell’imminente convenzione, si preannuncia che non solo verranno apportate delle migliorie nell’ambito della tutela ma vedremo apparire all’orizzonte nuovi scenari anche dal punto di vista meramente tecnico.
Per i più esperti, infatti, non tutti i cambiamenti avranno un impatto positivo sull’esperienza di gioco. Vediamo una serie di pro e contro;

PRO:
- protezione dell'identità del giocatore
- montepremi più consistente grazie al maggiore traffico e di conseguenza più tornei
- la possibilità di confrontarsi con giocatori più esperti e migliorare le proprie strategie
- verifica degli account dei giocatori e soprattutto dell'età

CONTRO:
- i siti di e-gaming .it saranno svantaggiati in quanto vi saranno sempre meno giocatori con l'allargamento da parte delle poker room italiane dei propri orizzonti
- competizione nelle sale con montepremi variabile come il jackpot delle slot online
- probabilmente vi sarà un'unica tassazione che potrebbe essere per alcuni paesi vantaggioso ma per altri no, infatti se andiamo a vedere nel dettaglio la Francia ha una percentuale molto più alta rispetto a quella italiana che è del 20% sulla rake e del 3% sui buy-in, Spagna il 25%; inoltre va calcolata anche la tassazione transalpina che ammonta al 6,5%.

Di cosa devono quindi preoccuparsi i giocatori?
Come si può evincere da quanto stabilito dall’accordo, i paesi collaborano per spezzare questa piaga che affligge tutti i territori coinvolti; d'altronde, l'AAMS ha classificato il poker come gioco che può creare dipendenza e a cui può giocare solo chi ha compiuto i 18 anni di età.
È noto, infatti, come da sempre l’AAMS operi in Italia per fornire all’utente un servizio qualitativo e protetto. Non a caso, gli unici bookmaker online sicuri sono proprio quelli autorizzati dall’agenzia.
Forse, sarebbe il caso di dire “il gioco non vale la candela”, siccome nessuna vincita merita quanto una garanzia di maggiore sicurezza. 
Ricorrente, infatti, è l’abitudine tra giovani gamer di pensare solo ad agguantare vincite facili, rischiando talvolta di trascurare gli aspetti importanti della propria tutela.

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