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Quasi un'eruzione: il Vesuvio tra incendi dolosi e terrore generale



Fumo irrespirabile quello che a partire dal 10 luglio ha avvolto l’area vesuviana a causa degli incendi appiccati alle pendici del Vesuvio a Napoli. Sembra quasi un’eruzione” – questa una delle affermazioni di un anziano signore che da una strada panoramica di Napoli ha osservato l’incendio.


Un fronte di fuoco di due chilometri, e due gli incendi principali: il primo sviluppatosi a partire da Ercolano, mentre il secondo appiccato ad Ottaviano. Le fiamme sono partite da una zona compresa fra Ottaviano e Terzigno, e chiaramente il vento è stato l’agente naturale che le ha portate ad espandersi fino alla fascia litoranea, nei pressi delle zone abitate; risultano pertanto coinvolti anche i Comuni di Boscotrecase, Trecase, Terzigno e Torre Annunziata. Sono state bloccate con estrema rapidità tutte le vie di accesso al vulcano di Napoli, evacuati ristoranti e abitazioni nei comuni di Ercolano e di Torre del Greco e alcuni edifici a Boscoreale. 
Doloso l’incendio, come quelli che si sono susseguiti nel Parco Nazionale del Vesuvio; per espandere le fiamme sono stati inoltre utilizzati gatti cosparsi di benzina. “Questi roghi sono sicuramente dolosi” – conferma Angela Laguda, assessore di Torre – “accesi uno dopo l’altro contestualmente, non si può non pensare che ci sia dietro la mano di uno o più responsabili. Poi le condizioni meteo non ci aiutano”. 
Laguda parla di mancata prevenzione, citando la riunione a cui ha partecipato ad Ottaviano e nel corso della quale s’è parlato proprio di tale argomento. La prevenzione va attuata in modo particolare usufruendo delle moderne tecnologie, quali droni e videocamere. I vigili del fuoco hanno individuato otto inneschi posizionati in aree impervie – come cita anche "Il Mattino” - attivati contemporaneamente.
Le fiamme divampano ancora: tre aerei canadair e squadre di vigili del fuoco lavorano ancora da terra insieme alla Protezione civile della Campania per spegnere i roghi di Ottaviano, Torre del Greco ed Ercolano. Quest’ultima in particolare sta coordinando le attività di spegnimento: oltre 60 le persone in azione nella zona del Vesuvio tra dipendenti regionali, personale della SMA (Sistemi per la meteorologia e l’ambiente) Campania e volontari; giunta anche una squadra della Protezione Civile “Sarrasti” da Sarno nella zona del Vesuvio.


Identificato ed arrestato poi in data 12 luglio uno dei presunti piromani, grazie alle telecamere posizionate all’ingresso del Parco Nazionale del Vesuvio: un uomo costui, di origini beneventane, che avrebbe agito su commissione. Accusato di incendio boschivo doloso con l’aggravante di aver commesso il reato in un’area protetta, è ora sotto interrogatorio. Le forze dell’ordine stanno cercando di trarre informazioni per individuare gli altri fautori di tale atto che sta distruggendo immense risorse naturali.
Il Comune di Ottaviano ha convocato il Centro operativo comunale. Intervenuto il sindaco Luca Capasso, che ha sollecitato il Governo, richiedendo l’aiuto dell’Esercito: "Si tratta di un'emergenza. Ci aspettiamo un aiuto da Roma e dalla protezione civile nazionale, perché da soli non riusciamo a vincere la difficoltà, si tratta di una calamità che rischia di mettere per sempre in ginocchio un'intera area”. Luca Capasso ritiene che si stia assistendo alla morte dello Stato vista come totale assenza di quest’ultimo; ma a suo parere “lo Stato siamo tutti noi: anche coloro che scattano foto alle fiamme per postarle sui social, anche quelli che criticano soltanto e attendono soccorsi senza sapere che in Italia ci sono solo 12 canadair e poi magari esitano a denunciare i piromani”.
Emblematico anche il commento del sindaco di Napoli Luigi de Magistris“Questo Paese continua a sovvertire le priorità. È significativo che ancora una volta non si faccia nulla per prevenire gli incendi che, come nel caso del Vesuvio, richiedono azioni immediate. Il Paese continua a compiere scelte scellerate ma mi auguro che prima o poi decida di sovvertire le priorità e investire in prevenzione invece che in spese militari o per salvare banche". Egli ha tra l’altro riferito che dovrebbe essere dichiarato “lo stato di emergenza nazionale sia per quanto riguarda la siccità che per l’emergenza incendi”, e ha criticato l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri avvenuto all’inizio del 2017.
Medesima la critica di Vincenzo Stabile, ex comandante regionale del Corpo Forestale, che si ricollega alla necessità di maggiore prevenzione evidenziata da Angela Laguda: con il provvedimento preso agli albori dell’anno sono i carabinieri a indagare sulle cause degli incendi e a occuparsi della prevenzione, e la gestione delle emergenze è a carico dei vigili del fuoco. In precedenza i compiti sopracitati spettavano ai forestali, il che a parere di Stabile garantiva la piena efficienza delle operazioni. È triste constatare come gli abitanti di una città possano danneggiare le risorse della loro stessa città, incuranti di tutto ciò che ne consegue.
Ed ecco che ritorna una delle citazioni di Luciano De Crescenzo, più attuale che mai: egli, nei panni del professore Bellavista nel celebre film “Così parlò Bellavista”, parlando ad un camorrista giunto nel negozio della figlia Patrizia e del marito di lei Giorgio per chiedere un pizzo, gli fa alcune domande. Scopre che è proprio di Napoli centro, e dunque afferma: “Siete napoletani e ammazzate Napoli”.

Davide Cerrato

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