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Corleone - capitale mondiale della legalità - custodisce il CIDMA




A pochissimi chilometri di distanza dal capoluogo siciliano sorge Corleone un comune italiano di 11.163 abitanti nel cuore dell’isola. Incastonata tra le Gole del Drago e la Cascata delle Due Rocche la cittadina di Corleone ha origini assai remote che affondano alla preistoria. Diverse ricerche hanno testimoniato la presenza di numerosi insediamenti distribuiti intorno ai poli di Pietralunga e La Vecchia databili all’età del bronzo. In realtà in quelle epoche il nome di Corleone non apparve sin quando in un atto notarile datato al 1326 in lingua latina medievale si attesta l’appellativo ‘Corillioni’ di oscura origine. 

In età moderna, avvenimenti storici a parte, la città era notissima per l’ottima qualità del vino prodotto nel territorio tanto quanto la grandissima produzione di grano. Corleone in quegli anni era molto ricca dato l’estremo sviluppo economico, sociale, culturale e artistico infatti diverse erano le maestranze note che edificavano costruzioni religiose, o meno, con grande professionalità sia nelle decorazioni che nell’impiego di materiali resistenti.

Con la cacciata dei Gesuiti dal Regno di Sicilia, dal 1767, Corleone assistette a periodi di estremo cambiamento. La Compagnia di Gesù era proprietaria i moltissimi feudi e latifondi della zona e la loro cacciata e confisca permise a diversi imprenditori di acquistarne decine di ettari impiegando nuove tecnologie agricole. La città partecipò anche ai moti rivoluzionari siciliani del 1848, successivamente quasi a ridosso con la nascita dell’Italia, nel 1860, Corleone divenne teatro di una furiosa e sanguinosa lotta garibaldina guidata dal Colonnello Vincenzo Giordano Orsini. Al 3 aprile 1893 risale la nascita del Fascio di Corleone grazie a Bernardino Verro che fece diventare questa città una vera e propria ‘Capitale Contadina’. In poco tempo le due guerre mondiali erano sempre più vicine però soltanto nel secondo dopoguerra Corleone divenne nota per fatti di cronaca spiacevoli. Divenne il centro di nascita di moltissimi banditi e mafiosi protagonisti di episodi ‘neri’ che sconvolsero l’opinione pubblica siciliana dell’epoca. 


Oggigiorno Corleone è una città segnata da un’identità barocca congelata al periodo dell’espansione del centro urbano a causa dell’era contemporanea poi riattivata dopo il secondo dopoguerra. Numerosi sono i monumenti e i luoghi di interessi: la Chiesa di Sant’Agostino del XVIII secolo, la Chiesa Madre di San Martino ricca di affreschi risalente al settecento, la Chiesa di Santa Rosalia edificata nel XVII secolo che custodisce al suo intero due acquasantiere risalenti al 1500. Numerosissimi sono anche gli edifici civili, ricordiamo il seicentesco Palazzo Pretorio, il Palazzo Cammarata con il suo meraviglioso portale chiaromontano, il Palazzo Provenzano, il Ponte Arabo delle due Rocche e moltissimi altri. 

Corleone è anche sede di numerosi musei tra cui: il Laboratorio della Legalità, il Museo Archeologico Pippo Rizzo, il Museo Etnografico San Leoluca e il C.I.D.M.A. 



Proprio quest’ultimo, il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e Movimento Antimafia, custodisce i documenti del Maxi-Processo che furono donati dalla Camera Penale del Tribunale di Palermo all’attuale capitale mondiale della legalità. Nella stanza dedicata a tali testimonianze troviamo atti e lavori condotti dai Magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, tantissimi faldoni di dichiarazioni rilasciate dal pentito Tommaso Buscetta. Ad arricchire questa perla della Legalità vi sono tre stanze nelle quali sono conservate alcuni scatti della fotografa siciliana Letizia Battaglia collaboratrice del quotidiano ‘L’Ora’ durante gli anni caldi delle stragi mafiose. 

Grazie a quest’ultima realtà antimafiosa è possibile estirpare la brutta e rigata immagine stereotipata della lupara in uno dei centri urbani più affascinanti della Sicilia.

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