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"La custode del miele e delle api" di Caboni: viaggio in Sardegna con Angelica e le sue api

Angelica Senes è un’apicoltrice itinerante. Gira il mondo per risolvere i problemi degli apiari. È un’autorità, nel campo, sebbene sia molto giovane. Le api sono tutta la sua vita, tutto ciò che desidera. Quando le svolazzano attorno, il suo animo è in pace. Le insegnò tutto Margherita Senes, la sua Jaja, in un passato tanto lontano e irraggiungibile che ricordarlo talvolta fa inquietare il cuore. 



Come unica compagnia, nei suoi lunghi viaggi che odorano di libertà e indipendenza, un cane e un gatto. Viaggia su un camper sgangherato, un po’ stanco di vivere. È tenuto su grazie alle preghiere della madre e a una buona dose di nastro adesivo – o almeno questo è ciò che crede Sofia, sua grande amica. Crede fermamente che sia meglio non avere legami, non avere barriere. È cittadina del mondo, vive nel vento e nel sole di ogni dove senza che mai nulla la freni, che mai nulla la blocchi. 
“Era l’alba, il momento che preferiva. Per i colori, il silenzio e il profumo. E per la promessa insita in quel nuovo giorno appena cominciato. E di albe Angelica Senes ne aveva viste. Tutte identiche, ma allo stesso tempo molto diverse. Quelle spagnole, ad esempio, incendiavano il cielo terso e sapevano di lacrime, ma anche di libertà e di infinito. Quelle nordiche, invece, erano opalescenti e gelide, razionali ed efficienti. Più a sud, in Grecia, l’aurora si presentava all’improvviso, sfavillante come un fuoco d’artificio”.
Però ultimamente una strana sensazione attanaglia quel suo cuore buono. Quella vita senza radici – quella che tanto amava e che vantava – ora le pesa sullo stomaco. Ad aver dato inizio a quel turbamento affannoso, è forse il volto di Margherita che le appare sovente in sogno – lei che le ha insegnato tutto, a cui deve tutto – o ancora il pensiero di quella terra che ha lasciato ma che è ben viva dentro di lei. Una terra che chiede posto, che rivendica la sua unicità e la sua bellezza, una bellezza che non si può scordare, che non si può ignorare. 


“Un sospiro, un sorriso pieno di nostalgia. Lo sentì arrivare, il ricordo. La travolse come un’onda. Smise di opporsi, era stanca. Prima vide le immagini, i colori, poi sentì i profumi, e udì i suoni. Era il blu del mare, il ginepro nel vento, il fuoco nel cielo. La portava dentro di sé quella terra, le era cresciuta dentro giorno per giorno. E quando l’aveva lasciata si era tenuta un pezzo della sua anima. Era la Sardegna”. 
La madre, poi, le rivela un segreto. Angelica è senza fiato. Il suo cuore è diviso, spezzato a metà come dal colpo di una lama. Capisce cosa deve fare. Sa che futuro la aspetta. Conosce la sua strada, benché sia ancora un po’ irrequieta. Deve tornare a casa, ad Abbadulche – acqua dolce –, in quella Sardegna che popola i suoi sogni. Deve tornare a casa, nella dimora di Jaja, teatro della sua infanzia e luogo di ricordi magici. Deve tornare a casa, tra le api che le danno soddisfazione e felicità, che provocano in lei amore e bisogno. 
«Perché la vecchiaia non è una questione di età anagrafica. Si diventa vecchi ogni volta che il cuore si spezza, ogni volta che qualcuno ti sporca, ogni volta che perdi la speranza. […] È il dolore che misura la felicità, ricordalo […]».


L'autrice Cristina Caboni
Una storia che racconta di amore per una terra e per una persona, di lealtà e di coraggio. 
Angelica è forte, tenace, saggia. È una donna di Sardegna... di quelle donne che non possono essere fermate da nessuno, che combattono a testa alta e schiena dritta. Di quelle donne che il dolore lo sentono, eccome se lo sentono, ma che dopo una notte di pianto e tormento sanno ripartire più temerarie di prima. Di quelle donne che garantiscono l’equilibrio del mondo, perché a loro è dato il compito di reggere i pilastri stessi del mondo, con tenacia e inarrestabile pazienza. 
È una paladina di giustizia e coraggio. È ancora capace di stupirsi della cattiveria della gente, ma ad essa reagisce senza farsi spaventare, senza farsi annichilire. Non si annulla. Lei combatte. Come Margherita Senes prima di lei. Perché lei è una custode, la custode delle api e del miele. 
“La Sardegna è una signora difficile da descrivere. Per raccontare la storia di Angelica e delle api d’oro ho mostrato la terra unica e particolare, aspra e dura, eppure infinitamente generosa e dolce che ho nel cuore”.

Scheda del libro
Titolo: La custode del miele e delle api
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti
Anno: 2015
Pagine: 328


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