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Una domenica all’Accademia dei Lincei

Domenica 6 agosto 2017, a Palazzo Corsini, in via della Lungara a Roma, nelle sale dell’Accademia dei Lincei, è stato organizzato un evento volto ad avvicinare il grande pubblico a una delle istituzioni culturali più prestigiose e autorevoli d’Italia e del mondo. Sono state tenute infatti delle visite guidate gratuite alle più belle sale dell’Accademia (dalle 11 e alle 15) e alla sua fornitissima biblioteca (dalle 12 e alle 16).


L'Accademia Nazionale dei Lincei non solo è una delle più antiche accademie italiane, ma è in assoluto l'Accademia scientifica più antica del mondo. È stata fondata infatti nel 1603 dal naturalista romano Federico Cesi, dal naturalista e letterato fabrianese Francesco Stelluti, dall’astrologo ternano Anastasio De Filiis e dal medico olandese Johannes van Heeck. Il loro scopo era quello di costituire un centro culturale che fosse un saldo e autorevole punto di riferimento scientifico, una sede dove gli scienziati di tutto il mondo potessero incontrarsi, confrontarsi e discutere degli orizzonti del pensiero scientifico. Il nome “Lincei” vuole essere un richiamo alla lince, animale che si distingue per la sua vista acuta. La lince è diventata il simbolo vero e proprio dell’Accademia, atto ad indicare lo spirito d’osservazione attento e acuto dei suoi membri.
L'Accademia dei Lincei ha fatto parte della storia del nostro paese, vivendo moltissimi cambiamenti nei secoli, ma restando sempre vicina alla sua vocazione originaria. Dal 1986 è retta da uno statuto che prevede che sia composta da 540 accademici, divisi secondo tre qualifiche: 180 sono i soci ordinari "nazionali", 180 i soci ordinari "stranieri" e 180 sono i soci "corrispondenti". Tutti i soci sono ripartiti inoltre in due diverse classi: quella di Scienze Fisiche e quella delle Scienze Morali. Dal 2015 l’Accademia è presieduta da Alberto Quadrio Curzio, che è subentrato a Lamberto Maffei.
Nel progetto culturale di questa organizzazione, già dai primi tempi della sua fondazione, la biblioteca svolgeva un ruolo essenziale: costituiva infatti, accanto al museo, il nucleo centrale, il cuore pulsante e il cervello del “Linceo”. La biblioteca rispecchiava i molteplici interessi scientifici dell’Accademia: ospitava infatti centinaia di opere filosofiche, matematiche, architettoniche, geografiche, astronomiche, storiche, filologiche, letterarie, ma anche testi orientalistici, astrologici, alchemici ed ermetici, a testimonianza dell’eclettismo, della varietà e della ricchezza della ricerca che si svolgeva all’interno dell’Accademia. Accademia che vedeva come suo obiettivo principale quello di «leggere questo grande, veridico et universal libro del mondo» attraverso l'osservazione e la sperimentazione scientifica più rigorosa. Tantissime sono state le vicissitudini storiche che hanno toccato questa biblioteca, che nel corso dei secoli molte è stata depredata, molte volte è stata arricchita. Tante le figure illustri che hanno camminato tra i suoi scaffali.
Attualmente la biblioteca contiene oltre 600.000 volumi e manoscritti rarissimi. Un pezzo di incommensurabile pregio che i visitatori hanno potuto ammirare domenica è la prima copia a stampa della Divina Commedia. Altrettanto straordinario è il volume con la firma autografa di Galileo Galilei, che fu uno dei primi e più entusiasti Accademici Lincei. Ricordiamo le sue ricerche sull'universo e dei suoi moti, sulla luna e le sue macchie, sulle fasi di Venere, persino i meno noti studi sulle probabilità nel campo del gioco, ma soprattutto il suo più grande contributo in assoluto: quello di essere, una delle figure che più hanno stravolto il mondo scientifico della prima modernità, che più hanno contribuito alla fondazione della scienza moderna e alla definizione del suo metodo. Galileo è un’icona del genio scientifico e del genio italiano.
Eventi come questi avvicinano a una delle più grandi ricchezze del nostro paese, al nostro patrimonio culturale, e ci si auspica che seguano presto altre iniziative di questo tenore. 

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