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Destra/Sinistra: i problemi degli estremi

La vera sorpresa di questa tornata elettorale tedesca (raccontata in maniera impeccabile da Elisabetta Corsi per il nostro giornale) è stata senza dubbio il boom dell’estrema destra, che ha superato il 10% dei consensi. 
L’istintiva riflessione che si fa, per dirla alla Pier Luigi Bersani, è la seguente: “Sta venendo su qualcosa di brutto”. Innegabile. In questi ultimi mesi l’ex leader del PD in tutte le interviste rilasciate ha sollevato un grosso problema per la sua parte politica: la famosa “mucca nel corridoio”. La mucca è la destra. O meglio, l’estrema destra. Da un anno a questa parte continuo a pensare sempre di più che in tutto il mondo si stiano sollevando una serie di posizioni nazionaliste e sovraniste che tutto farebbero, tranne che il bene del Paese. 


È proprio vero che la storia è maestra, ma nessuno impara mai nulla. Sembra quasi di essere tornati indietro di un secolo, vedendo i movimenti che si affacciano e occupano in pochissimo tempo la scena politica. È successo due anni fa con Alba Dorata in Grecia. È successo un anno fa con Trump. È successo con Marine Le Pen in Francia e con il Partito Unionista Democratico in Inghilterra, che ha ottenuto dieci seggi. A chi tocca adesso? Spero non a noi. 
In queste settimane si è scatenata la polemica sul fascismo: si possono esprimere le proprie idee oppure è sbagliato fare esternazioni di natura estremista? “Non è più democrazia” - dicono i nostalgici. “Facciano una legge anche contro il comunismo” - ha tuonato Sgarbi qualche sera fa a Piazzapulita. 
Calma, facciamo un attimo il punto della situazione. Dunque, dal 1922 all’8 settembre del 1943 l’Italia vive il ventennio fascista, durante il quale vengono svuotate le istituzioni, la giustizia è in mano al fascismo, viene cancellato il diritto di sciopero, vengono aboliti i sindacati, viene eliminata qualsiasi forma di opposizione, viene fatta una spudorata propaganda di regime anche nelle scuole (mio nonno non poté accedere alle scuole medie perché suo padre non era iscritto al Partito Nazionale Fascista) e, grazie all’asse Roma-Berlino, nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, che portano allo sterminio di milioni di ebrei. Dopo vent’anni il regime fascista viene definitivamente debellato grazie alla lotta partigiana. Da qui in poi, la storia credo sia nota più o meno a tutti. 


Il comunismo è stata un’autentica sciagura non certo inferiore al nazismo o al fascismo. Non va dimenticato che, oltre all’ex Unione Sovietica, anche altri Paesi utilizzavano (e tuttora utilizzano) il sistema della falce e martello nella sua concezione più estremista. Ma l’Italia l’idea di comunismo l’ha appresa grazie a personalità come Enrico Berlinguer, storico segretario del PCI, che ha saputo andare oltre alla concezione più radicale dell’ideologia comunista parlando di Eurocomunismo. Ecco perché, in Italia, non fa scandalo dichiararsi comunisti: perché grazie a uomini come Berlinguer gli italiani non hanno mai potuto associare lo storico Partito comunista alle purghe staliniane. Viceversa, è automatico associare il fascismo ai campi di concentramento nazisti e a tutto quello che ho elencato precedentemente. 
Torneranno davvero i campi di sterminio? Non voglio neanche pensarci. Penso però ai diritti civili e alla questione legata all’immigrazione. Con una destra (estremista) al governo, non verrebbe esteso, per esempio, il diritto al matrimonio o alle adozioni. Il giorno, poi, in cui qualcuno mi saprà dare una seria motivazione sul perché sia giusto essere contro i gay, mi farà un grande regalo. Per adesso, quello che mi sento di dire è che gli unici “contro-natura” sono quelli che la pensano così. La questione dell’immigrazione è un fenomeno infinitamente più grande di noi e che, purtroppo, resta difficile da governare. Chi oggi straparla di “blocco navale” dovrebbe anche ricordare agli italiani che è stato al governo per otto anni su dieci – di cui quattro con il Ministero dell’Interno – ed è autore di una poco riuscita legge in materia di immigrazione: la Bossi-Fini. E dovrebbe anche ricordare, a proposito di espulsioni e respingimenti, che, negli anni in cui era al governo, i clandestini realmente espulsi erano uno su quattro. Agli altri tre si dava un foglio di via, perché non c’erano fondi sufficienti per rimpatriarli. 
L’estrema destra è pericolosa. Non c’è bisogno che lo dica io: è già stata giudicata dalla storia. Davvero vogliamo rivalutare figure come Mussolini o Hitler? 
Qualcuno potrebbe obiettare: “E i governi di oggi? Non sono pericolosi anche quelli?”. Certo che sì. Di governi pericolosi il nostro Paese – oltre che il resto del mondo – ne ha avuti e, senza dubbio, continuerà ad averne. Ma nulla è più pericoloso della goccia che fa traboccare il vaso. In un mondo governato dal pensiero guerrafondaio, che ha spinto l’Occidente a intervenire con le armi in contesti per cui ora paghiamo il conto con gli attentati in casa nostra, l’idea che l’estrema destra prenda in mano le redini della società a me non fa impazzire. 
Cari nostalgici (anche dell’estrema sinistra), rassegnatevi. Il tempo delle dittature deve finire. Continuare a rimpiangere persone che hanno soltanto portato sangue e terrore non farà dei nostri Paesi nazioni libere e democratiche come continuate a sostenere. Il fatto di aggiungere il prefisso neo a una qualsiasi ideologia, sia essa di destra o di sinistra, non cambierà di una virgola quella che è la natura di quell’ideologia. Tanto più se estremista. Non vogliatevi così male. Cercate ossessioni migliori che un criminale dai baffetti imbarazzanti o un presunto statista che altro non era se non il cameriere di quel criminale e sforzatevi di trovare delle alternative non solo alle politiche attuali, ma, soprattutto, a quelle di allora che tanto rimpiangete. 

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