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Il terrorismo e le sue possibili motivazioni

Il tema del terrorismo è piuttosto complicato e dalle molteplici sfaccettature. Cercare di comprenderne la storia e le possibili motivazioni non è impresa davvero facile. 



Spesso gli stessi Stati si sono macchiati di crimini tanto orrendi da considerarsi "terroristi" di per sé e la Storia, a questo riguardo, è piena di esempi. Nel Medio Oriente, ad esempio, il terrorismo è diventato un importante strumento di lotta politica, a volte perfino appoggiato dagli stessi governi. C'è da dire che fra attentati terroristici e ritorsioni di ogni genere il problema mediorientale si è acutizzato e incancrenito nutrendosi, tra l'altro, di questioni non risolte e di ingiustizie ataviche. Occorre, dunque, operare nei fatti e puntare su un diverso ordine delle cose e soprattutto condannare qualunque forma di terrorismo, anche quella degli Stati, qualunque forma di violenza verso l'individuo, respingere la violenza delle istituzioni, comprendere e superare i limiti del nostro sistema produttivo e della nostra visione del mondo spesso ristretta, antiquata e piena di ogni sorta di pregiudizio. 


"Voi amate la vita, noi amiamo la morte". Con queste parole i terroristi islamici di matrice integralista vogliono giustificare gli attentati che di frequente compiono in Europa. A ben riflettere, sono parole queste che pesano come macigni e che ci spingono a cercare strumenti nuovi per combattere le aberrazioni ma anche per conoscere, cercare di capire e di cambiare una realtà altrimenti chiusa ed efferata. Si può pensare anche che all'origine di tutto vi sia un oscuro nichilismo di fondo che spinge in superficie una sorta di magma indistinto travolgente, micidiale e talvolta irresistibile. Un qualcosa forse che nega potentemente e pesantemente e, a furia di negare, finisce per non apprezzare più nemmeno la nuda e semplice esistenza delle cose, poiché al di là di ogni dimensione, reale o immaginaria che sia, si cela un'ansia distruttiva senza colore, bandiera, credo politico o religioso; ma solamente contro la vita e oltre la vita. Una pulsione di morte quasi inconscia e, sembrerebbe, piuttosto affascinante, avulsa da ogni sentimento che lamenti la perdita, la mancanza di un barlume appena di positività o di gioioso percepire umano. Allora non possiamo e non dobbiamo, per nessuna ragione al mondo, dimenticare o, peggio, rinunciare a una cultura della vita abbastanza solida da permetterci di mantenere a lungo il coraggio e la speranza.


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