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Youssef Chahine: il maestro del cinema egiziano contemporaneo

Nato ad Alessandria d'Egitto nel 1926, Youssef Chahine compie i suoi studi a Los Angeles. Tornato in Egitto, ha l'occasione di lavorare nel cinema al seguito del documentarista italiano Gianni Vernuccio. Inizia, dunque, la sua esperienza come autore di film che produce a basso costo, nei quali compare anche come attore. 
Nel 1965, per dissidi con il governo Nasser che aveva censurato una sua opera, si trasferisce in Libano. Fra i suoi lavori più significativi si segnalano "Saladino" (1967), "Adieu Bonaparte (1985) con Michel Piccoli, "L'emigrante" (1994), "Il destino"(1997) e "L'altra" (1999).


Youssef Chahine è il maestro del cinema egiziano contemporaneo, l'autore che ha dato un taglio decisamente moderno nella produzione filmica nazionale, un nuovo modo di avvicinarsi ai generi, di fruirli facendo sempre riferimento al senso del filmare, del mettere in scena. 
"Riconosco che sono a mio agio nel costruire le inquadrature. Ciò non significa che l'inquadratura sia bella. Ma quello che più mi interessa è la sua pertinenza visuale. Non ho mai contato molto sugli attori". Per il regista si tratta di elaborare set e percorsi semantici complessi, ma con grande naturalezza e respiro. "Il pubblico scopriva un cinema pin libero: le scene erano girate in esterni, fuori dagli studios, e mostravano il reale" - ricorda Youssef Chahine a proposito del suo film "Lotta nella valle" (1954). 


Questa dichiarazione si può applicare a tutto il suo cinema (32 lungometraggi e 5 cortometraggi dal 1950). I discorsi sulla politica, la società, la storia passano necessariamente attraverso una sontuosità figurativa affiorante da ogni testo in cui coesistono strati di realismo, melodramma, musical, cinema epico e in viaggio. 


L'opera di Youssef Chahine è di monumentale splendore, e in essa hanno sempre trovato spazio la lotta a ogni repressione e la riflessione sull'uomo. "Sono nato socialista, sono nato povero e ho sofferto molto per riuscire a trasmettere certe cose. Come non avere simpatia verso il contadino disprezzato, verso l'operaio maltrattato"? La militanza politica di Youssef Chahine si manifesta costantemente per il tramite di una coerenza filmica. È grazie a uno sguardo rigoroso e moderno sul cinema che è stato possibile rendere memorabili certi ritratti e interventi.

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