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Al via il congresso del partito comunista cinese, Xi Jinping pronto a consolidare la sua leadership

CINA - È iniziato a Pechino il diciannovesimo congresso del partito comunista. Si riuniranno nella Grande Sala del Popolo, che è il parlamento cinese, i 2287 delegati provenienti dalle varie province che avranno il compito di eleggere la nuova classe dirigente. A presiedere ovviamente è il segretario generale del partito, Xi Jinping, che in questo congresso dovrebbe accrescere il suo ruolo; sarà quindi un congresso di consolidamento del potere. In questo congresso sicuramente ci dovrà essere il ricambio all’interno del Politburo (il vertice decisionale del partito comunista cinese), in primis per cinque dei sette membri del comitato permanente che hanno raggiunto i limiti di età, cioè 67 anni e che dovranno per legge ritirarsi dalla vita pubblica; lo stesso vale per undici membri dell’ufficio politico del Comitato Centrale. Un ricambio deve essere fatto anche nelle forze armate nonostante, in questo caso, dei 303 delegati il 90% è alla sua prima esperienza. Giusto per capire il ricambio epocale che avverrà: appena il 17% degli alti funzionari militari manterrà l’incarico.



Questa congresso ha tre compiti principali: l’elezione del nuovo Comitato centrale del partito comunista cinese, sia dei membri permanenti che supplenti. I membri del comitato provengono dagli organi del partito, dai ministeri, dalle università, dai media e dalle imprese di Stato; un altro punto da discutere è l’elezione della commissione disciplinare, che si occupa di dare la caccia ai funzionari corrotti ed è composto da 120 membri; infine bisognerà approvare i rapporti di lavoro presenti nel Comitato centrale e nella commissione disciplinare.
Giovedì 19 ottobre c’è stato l’intervento di Xi Jinping, un rapporto del Comitato centrale, un discorso durato tre ore, in cui il segretario generale parla dei progressi del partito nei cinque anni passati dal precedente congresso (novembre 2012) e le prospettive per i prossimi cinque anni. 


Alla fine del congresso, che durerà una settimana, vi sarà la riunione del nuovo Comitato centrale e quindi il primo plenum che si occuperà di tre cose in particolare: l’elezione del nuovo segretario, sembra scontata la rielezione di Xi Jinping; l’elezione del Comitato Permanente, ovvero i leader che hanno il potere decisionale a livello nazionale, composto da sette membri; per ultimo l’elezione del Politburo, cioè l’ufficio politico del comitato centrale, composto da ventiquattro dirigenti tra cui i principali leader del partito, dell’esercito e dello Stato.
Xi Jinping vuole per la Cina un vero e proprio rinascimento in tutti i camp, specialmente in quello economico, con la nascita di una nuova via della seta per i commerci e contro il protezionismo (l’Italia ha offerto i porti di Venezia e Trieste). Jinping pensa anche riforme economiche come il “Made in China 2025” che impone alle aziende straniere in Cina di condividere la loro alta tecnologica. Non dimentichiamo infine l’aiuto che può dare la Cina contro il pericolo Corea del Nord. Come Mao Tse-tung, Xi Jinping vuole rimanere nella storia di questo grande Paese.

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