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Le donne polacche scendono in piazza

Grande manifestazione delle donne polacche in tutto il Paese: le manifestanti richiedono libertà di aborto e accesso facilitato alla pillola del giorno dopo che in Polonia, unico caso in Europa, viene venduta solo dietro prescrizione medica.


Libere di gestire il proprio corpo
Per le donne in Polonia è molto difficile, se non quasi impossibile, accedere a servizi che in altri Paesi sono considerati normali come l'interruzione volontaria di gravidanza ed i contraccettivi. Le manifestanti vogliono che le leggi dello Stato non siano influenzate dalla religione perché - dicono - lo Stato deve essere laico e non deve imporre ai cittadini norme dettate dalla sola religione cattolica, anche se il cattolicesimo è il culto predominante nel Paese. Chi vuole seguire la religione è giusto che possa farlo tranquillamente, ma non si possono imporre a tutti le regole della morale cattolica, gridano le manifestanti.


L'aborto attualmente in Polonia è consentito solo in casi di gravissimo pericolo di vita per la madre e molto spesso la donna non viene nemmeno a conoscenza di cosa abbiano deciso i medici. Questo ha alimentato la triste piaga degli aborti clandestini, fatti in ambienti inadeguati e senza i giusti mezzi, mettendo a serio rischio la salute delle donne.
Anche i contraccettivi sono visti come dei nemici dallo Stato polacco e le donne rivendicano il loro diritto a scegliere se e quando avere figli, senza nessuna intromissione da parte dello Stato.
Un'altra cosa che preoccupa le donne è la mancanza di fondi destinati alla fecondazione assistita: i fondi stanno finendo e non saranno più ricostituiti e ciò vuole dire che le donne che non riescono ad avere figli non potranno più avere accesso a questo genere di cure. Molte donne lamentano grande ambiguità da parte del governo polacco che da una parte esorta le donne ad avere figli e non abortire e dall'altra toglie i fondi a quelle tante giovani che vorrebbero tanto diventare madri ma non ci riescono.

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