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Insetti in cucina, gli italiani sono scettici

Presto sulle tavole del Belpaese potranno diventare più comuni gli insetti, ma la maggior parte degli italiani preferisce la cucina tradizionale. Dal 1° gennaio entrerà in vigore il nuovo regolamento della Commissione europea sul novel food che rende meno complesse le procedure per vendere e produrre alimenti a base di queste specie animali, pure in Italia, in cui sono già presenti delle rivendite di cibi di questo tipo. 


In un Paese con una cultura culinaria secolare la notizia è stata accolta con un po' di scetticismo, tanto che il 54% della popolazione intervistata in un'indagine di Coldiretti considera gli insetti estranei alla dieta italiana tradizionale. Il 16%, invece, si dimostra favorevole al provvedimento. Si allunga l'elenco dei cibi particolari che possono essere venduti in Italia. 
Molti mostrano dei dubbi nella consumazione di insetti interi, ma le persone che amano sperimentare a tavola hanno espresso dei pareri abbastanza favorevoli sui prodotti a base di questi animali, come la farina di grilli o pasta fatta con un impasto di larve. 


Un'anteprima dei cibi che si potranno trovare nei supermercati e nei ristoranti a partire dall'anno prossimo è stata presentata al Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione: grilli e millepiedi al forno, tarantole arrostite, vermi giganti della farina, bachi da seta, farfalle delle palme, cimici d'acqua. Tra le proposte più estrose gli aperinsetti, abbinati a paprica, curry, sale e vodka, o scorpioni dorati e neri e scarabei. 
Anche la Fao suggerisce il consumo di queste specie perché commestibili e consumate in alcuni Paesi in cui è grave il problema della fame nel mondo. Considerando che molti dei prodotti previsti dalla normativa Ue provengono dalle zone straniere in cui sono numerosi i casi di intossicazioni alimentari, la commercializzazione degli insetti pone la questione della tutela della salute pubblica.


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