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La moda è green: come essere sostenibili in poche mosse!

Il mondo dell’ecosostenibilità da sempre tinto di verde, oltre a raggruppare il mondo dell’enogastronomia, apre le porte alla moda. L’obiettivo è di creare un sistema a lungo termine responsabile e pulito sia per l’ambiente che per l’educazione sociale di ogni cittadino del mondo. 



Molti capi di abbigliamento attualmente usufruibili sul mercato sono sostituiti da cotone e poliestere: se il primo è un tessuto naturale ma che richiede grandissime quantità di acqua per crescere così da essere di ottima qualità, il secondo è il prodotto di tonnellate di fertilizzanti e pesticidi. 
Con la nascita delle catene low-cost di abiti – quali Zara, Mango, H&M e molti altri – ci si è concentrati di più sulla quantità che sulla qualità dimenticando in questo modo sia la traspirazione dell’epidermide (spesso messa in terzo piano dai colossi del glam internazionale) e la salvaguardia del pianeta. 


Da alcuni anni è nata la risposta tutta Made in Italy green della moda: l’abbigliamento ecosostenibile. Queste piccole e grandi aziende nazionali utilizzano delle validissime alternative ai tessuti dannosi sintetici coltivando tessuti naturali frutto di metodologie biologiche. È così che il lino, la canapa, la lana, il cotone organico e la seta tanto quanto tessuti ‘artificiali’ di origine naturale come il tencel, il bamboo e il modal utilizzati con creatività si trasformano in abiti chic ed evergreen. 
Bisogna fare un approfondimento breve su un altro tassello importante che compone il grande puzzle della moda ecosostenibile: il riciclo delle materie prime già esistenti. Il Newlife è un polietilene riciclato pregiato creato in Italia e vanta anche una certificazione di tutto rispetto. Non è novità che il polietilene, conosciuto comunemente con il nome di ‘plastica’, abbia una seconda vita nella creazione di oggetti. 

Abito in Newlife

Vale la pena citare altre aziende che usano materiali completamente naturali tra cui l’Orange Fiber, il Wineleather e Waistemade. 
Waistemade

Orange Fiber

Wineleather

Il primo marchio usa gli scarti delle arance per creare degli abiti lussuosissimi, il secondo nome è lo pseudonimo di una marca che usa il vino (gli scarti naturalmente!) per creare pelle vegetale, e per finire il terzo nome è il sinonimo di bicicletta. In che senso? Utilizzando dei copertoni delle biciclette si realizzano delle cinture unisex originali e dinamiche. 
La moda sostenibile è sempre più di tendenza anche grazie a disciplinari quali il Regolamento REACH che tutela l’ambiente grazie alla colorazione dei capi tramite estrazione di pigmenti estratti da fiori, piante ed erbe eliminando così tantissimi litri di acqua per la fase di produzione. 
Vestitevi di natura in modo da essere ecosostenibili amando così il nostro pianeta e tutelando la vostra salute.

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